Ucciso a capodanno da una pallottola vagante: risolto un caso del 2010

La scientifica ha stabilito che il colpo che uccise, a Crispano, Carmine Cannillo durante i festeggiamenti, fu sparato da un appartamento distante 400 metri

Crispano

Dopo tre anni di indagini arriva una svolta nel caso di Carmine Cannillo, il 39enne ucciso da una pallottola vagante a Crispano, la notte del 31 dicembre 2010, mentre festeggiava il nuovo anno a casa di amici.

Secondo le ricostruzioni balistiche della scientifica, Cannillo fu colpito al torace da un proiettile sparato da 400 metri di distanza, dall'appartamento di un pensionato al quarto piano. Gli inquirenti accusano due uomini, padre e figlio, secondo l'accusa colpevoli di aver ferito anche un altro uomo: le due armi utilizzate, una Magnum 357 a canna lunga ed una Beretta 9x21, entrambe regolarmente registrate, sono state ritrovate nel corso di una perquisizione nell'appartamento del pensionato.

Per risalire al punto di partenza dei due colpi gli agenti della scientifica hanno utilizzato tutti i mezzi a loro disposizione: foto aeree, parametri metrici, laser, esami autoptici, indagini balistiche, giorni di sopralluoghi e di ricostruzioni della scena.
La soluzione del caso da un lato ripropone il tema del rischio legato all'uso di armi da fuoco nei festeggiamenti di capodanno, dall'altro riporta serenità a Crispano, dove da tempo si era creato un clima di sospetto contro chi – compresi alcuni membri delle forze dell'ordine – possedeva armi.

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Il processo a carico dei due accusati inizierà a marzo 2014, ed è dall'esito tutt'altro che scontato. Nell'appartamento da cui partì il colpo, quel capodanno, c'erano molti ospiti: bisognerà stabilire se furono effettivamente padre e figlio a premere il grilletto.

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