Agguato mortale a Miano, si indaga sulla vita di Antonio Napolitano

Il 31enne è stato assassinato a sangue freddo nella serata di ieri all'esterno del garage di casa, mentre era in auto. Gestiva, con suo fratello, una bar della zona

Alessandro Napolitano

Si chiamava Alessandro Napolitano il 31enne ucciso nella serata di ieri in via Cupa Capodichino, nel quartiere Miano. Era il gestore di un bar della zona insieme a suo fratello, il bar “Azzurro”.

I killer sono entrati in azione alle 21, mentre era in auto – un'Opel grigia – davanti al garage della sua abitazione. Stava tornando dalla madre. L'agguato è stato violento e rapido. Verso Napolitano sono stati esplosi almeno 9 colpi: alcuni hanno forato la carrozzeria della vettura, forse i primi tra quelli diretti verso la vittima, due sono invece stati sparati a bruciapelo, alla testa.

Agguato in via Cupa Capodichino, morto un uomo

Sul posto – avvertita intorno alle 21.30 da personale del 118 – si è recata la polizia scientifica per i rilievi, che ha trovato 5 bossoli a terra e due ogive nella vettura.

Non si esclude al momento alcuna pista, comprese quelle riguardanti la vita personale dell'uomo. Aveva un precedente per spaccio di droga, ma pare non avesse alcuna relazione con i clan camorristici della zona.

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