Intercettazioni: Acanfora preoccupata per la morte di Tommasino
Dalle intercettazioni ambientali emerge la preoccupazione di Olga Acanfora, che temeva di essere stata, indirettamente, la causa della morte di Tommasino
- PersonaOlga Acanfora
Intercettazioni ambientali sono emerse per quanto riguarda il caso di Olga Acanfora, l'imprendtitrice arrestata con l'accusa di estorsione aggravata nell' ambito delle indagini per l' omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia Luigi Tommasino. Da quanto rilevato, l'imprenditrice era preoccupata non solo per le conseguenze giudiziarie che le pressioni sull'architetto Celotto avrebbero potuto avere, ma anche perché sospettava di essere stata, indirettamente, la causa della morte di Tommasino.
Il 18 settembre 2009 la donna è in auto con il marito Paolo Nardelli e gli dice: "Sanno tutto del fatto di Celotto, capito? Che c'è stata la sua intermediazione (di Tommasino, ndr)". Nardelli chiede: "L'intermediazione per che cosa?". L'imprenditrice chiarisce: "Per farlo firmare. Non sanno bene. Per questo dico che sono certa che ha parlato Libera... e sono certa che ha parlato Libera. Però questo non può essere perché l'intermediazione, che poi come vedi è stata riscossa lo stesso dopo che lui è morto, poi... è la causa della sua morte. Mentre parlavo con il dirigente, mi ha detto: Tommasino prendeva le tangenti. Qualcuna non l'ha versata ed è morto. E vuoi vedere che fossi io? Il giro di tutto questo?".
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Nell'ordinanza sono confluite anche alcune registrazioni di colloqui fatte dai fratelli del consigliere ucciso (uno poliziotto, l'altro, Giovanni, ex assessore comunale); i due, infatti, dopo l'omicidio, avviarono per proprio conto accertamenti per capire chi ne fossero i responsabili.
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