Noemi, l'intervista alla madre: “Non può ancora giocare, lo fa con gli occhi”

L'intervista di NapoliToday alla madre della bimba di quattro anni rimasta ferita in un agguato a piazza Nazionale

La madre di Noemi

L'incubo per Noemi sta finendo. La bimba di quattro, rimasta gravemente ferita nel corso di un agguato camorristico avvenuto a piazza Nazionale lo scorso 3 maggio, mentre mangiava un gelato in compagnia della nonna, ha finalmente lasciato il reparto di Rianimazione del Santobono.

NapoliToday ha intervistato, grazie all'ausilio dell'avvocato, Angelo Pisani, Tania, la madre di Noemi, sulle condizioni della figlia e sul suo recupero e sui momenti tragici dell'agguato.

Come sta Noemi? 
"Abbiamo avuto un miracolo, Noemi sorride e finalmente la possiamo abbracciare, purtroppo è ancora immobilizzata e le hanno preparato un busto su misura tutto per lei per farla stare meglio, sappiamo che per le cure, terapie e riabilitazione occorreranno ancora mesi, ma ringraziamo Dio e tutta la gente sana che personalmente e con il cuore e con le preghiere ci hanno dato la forza di resistere a fianco a Noemi che purtroppo ha sofferto come non dovrebbe mai soffrire alcun bambino. Mangia qualche patatina e un po' di cioccolata, ma non può ancora giocare. Sorride e gioca con gli occhi. Tutti i nonni e i parenti so che ci stanno vicino come tutti i napoletani che considerano Noemi come una di loro, lei è il simbolo del buono di questa città".

Quanto ci vorrà per lasciare definitivamente l'ospedale e affinchè recuperi al 100%
"Non sappiamo quanto tempo ci vorrà per lasciare l’ospedale, questa oramai è la nostra seconda casa. Una eccellenza della sanità ed anche nei servizi, perfino noi genitori siamo stati accuditi e trattati con grande umanità e dal mattino al pomeriggio siamo sempre stati ospiti del bar capital del Santobono, dove beviamo e mangiamo. Ci coccolano come bambini, ci inseguono per farci mangiare e rilassare un po'. Veramente la gente ha fatto una gara di generosità che non si potrà dimenticare. Ringrazio tutti per l’assistenza in particolare la direttrice Minicucci".

La bambina ricorda quei momenti? Cosa le avete raccontato?
"Fortunatamente la bambina ancora non ha parlato di quello che ha subito e noi desideriamo che lei possa dimenticare tutto e non vedere mai più tali immagini di guerra o sparatorie, tutti grandi e piccoli hanno bisogno di esempi positivi non pubblicità del male". 

 

Come è cambiato il vostro rapporto con Napoli dopo quanto accaduto? Avete ancora fiducia nella giustizia?
"Chi ha fatto del male a Noemi non può neanche immaginare quanto sta soffrendo la bambina. Il messaggio per questa gente spetta allo Stato, ci vogliono leggi e pene severissime non è giustificabile e neanche pensabile quanto accaduto. Abbiamo avuto un miracolo, un grande miracolo, qualcuno non ci credeva, il chiururgo che si è preso la responsabilità di operarla insieme all'anestesista, al radiologo e tutti i medici mi hanno fatto il regalo più bello della mia vita. Ora mi hanno detto che Noemi non è più in pericolo di vita, ma sono triste perché non riesco a vederla in queste condizioni, sofferente ed immobilizzata con un busto fatto apposta per lei nel lettino anche se cerca di sorridere tra qualche dolore e fastidio forse per i medicinali. Io e mio marito non ci siamo mai mossi da vicino a Noemi e infatti qualcuno pensa che siamo invisibili ma per come siamo ridotti psicologicamente e fisicamente non siamo neanche presentabile e non ci interessa nulla se non uscire insieme a Noemi dall'ospedale e poter avere giustizia. Mi auguro che i responsabili soffrano come sta soffrendo la mia bimba innocente, ma nessuna vendetta e non altro male solo la vittoria della legge e della Giustizia contro tutti i criminali chiunque  essi siano, nessuno sconto di pena mi hanno quasi ucciso una figlia, poi Dio ci ha messo la mano e ringrazio anche il calore e la forza donatemi dai napoletani che hanno affollato le strade dell’ospedale con pensieri e regalini di ogni tipo" .

A che punto sono le indagini?
"Abbiamo grande fiducia nella giustizia ed i nostri angeli custodi, gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, che ci hanno spiegato quello che ci aspetta per avere giustizia e ci raccontano che magistrati ed investigatori lavorano giorno e notte per punire i responsabili e far vincere la legge su ogni male. Io come mamma sono distrutta e come me mio marito, da quel giorno la nostra vita si è fermata, ma ci faremo forza per partecipare al processo con i nostri avvocati e chiedere la severa condanna di tutti i responsabili, dai killer ai complici. Le istituzioni hanno mostrato il loro lato umano. Ringraziamo polizia e magistrati, ma la politica deve fare molto per Napoli. Non si può rischiare di morire così mentre si mangia un gelato, ci vuole impegno costante di tutti e vedo che i cittadini, la grande maggioranza, stanno dalla parte giusta. Contro il crimine ci vogliono leggi ancora più severe niente tolleranza e niente scuse chi sbaglia deve pagare a vita secondo la legge". 

PISANI: "NOEMI VITTIMA DI UNA CRIMINALITA' SPIETATA"

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