Nino D'Angelo, addio al Trianon: "È una macchina senza benzina"

Il cantante fa chiarezza sulla vicenda: "Non si può ricominciare partendo dalle incertezze. Pochi soldi per la stagione"

È una storia difficile quella del Teatro Trianon, fatta di alti e bassi e molti addii. Come quello di Nino D'Angelo, direttore artistico in pectore con tanto di investitura presidenziale. "Dal mio ultimo incontro con il presidente De Luca è passato un mese, e non si è mosso niente - ha spiegato il cantante al Mattino - Se il presidente della Regione ti dice vai, pensi che ci stanno i soldi. Invece qualche giorno fa il presidente del Cda Gianni Pinto mi ha fatto presente che non può garantirmi le risorse per pagare le compagnie. In più, i lavori non sono ancora cominciati. Di questo passo, è chiaro che la stagione salta. E poi, senza le risorse per il cartellone, io faccio il direttore di cosa? È una situazione che puzza, mi sa di presa in giro. Non si può ricominciare partendo dalle incertezze. Vogliono darmi una macchina senza benzina".

"Viste le premesse - ha continuato D'Angelo - è facile immaginare come andrà: finiranno i soldi, io per forza di cose dovrò dare le dimissioni e diranno Nino D'Angelo ha affondato il Trianon. Già me li immagino i titoli sui giornali. È un gioco molto strano, al quale non intendo prestarmi. Cambiare idea? Firmo soltanto se ho certezze sul cartellone e sul mio compenso. Visto che l'altra volta non mi hanno pagato, anch'io ho un po' paura»". Tra i creditori, che avanzano in tutto oltre 900mila euro, c'è infatti lo stesso D'Angelo.

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