L'amore per la fidanzata, ma allo stesso tempo per la famiglia e la sua città, hanno giocato un brutto scherzo ad un 20enne napoletano. Il giovane si è presentato infatti ai Carabinieri di Riva, un comune alle porte di Trento, e ha denunciato di essere stato sequestrato, aggredito e rapinato da una banda di albanesi.
Il ventenne partenopeo, alloggiato presso parenti in un paese del Basso Sarca, ha riferito ai militari dell'Arma di essersi recato a Trento per il suo primo giorno di lavoro da barista e, una volta arrivato alla stazione dei pullman, di essere stato caricato a forza su un'auto e portato sulle rive dell'Adige. Qui ha detto di essere stato rapinato del cellulare dopo essere stato picchiato da tre albanesi.
Il racconto non ha però convinto i Carabinieri e il ragazzo, messo alle strette, ha confessato tutto: le lesioni se le era procurate da solo, così come aveva distrutto i propri occhiali da vista, strappato il proprio giubbotto e gettato nel fiume il cellulare.
Il motivo di tutta questa messinscena? Convincere la fidanzata che il Trentino è una zona invivibile e che sarebbe stato meglio tornare a Napoli. Alla fine il giovane ha rimediato una denuncia per simulazione di reato.
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