Mugnano, anche i bambini antidiscarica scendono in piazza

"La scuola puzza a causa della discarica". Gli studenti dell'Istituto elementare Siani promuovono un giorno di sciopero. Porcelli: "De Magistris deve unirsi alla protesta che va spostata nella sede della Provincia"

La manifestazione a Mugnano

Questa mattina a manifestare contro la tristemente nota discarica di Chiaiano (per sequestri, perizie choc, impianti non a norma, poca trasparenza sulla residuale capienza, geyser di percolato e miasmi insopportabili) sono stati i bambini della scuola elementare Giancarlo Siani, complesso scolastico di Mugnano. I piccoli studenti hanno messo in opera un giorno di sciopero simbolico, insieme a mamme e papà, per protestare contro “la scuola che puzza”.A promuovere la mobilitazione è stato il Comitato Donne Antidiscarica, coadiuvato da tutti gli altri comitati civici che lottano per la chiusura di Cava del Poligono (tra cui il Presidio Permanente Antidiscarica e il Comitato Civico Cambiamo Mugnano).

“I locali della Siani al mattino sono pregni dell’odore nauseabondo proveniente dalla discarica e infiltratosi durante la notte, tanto da costringere bambini ed insegnanti a fare lezione per almeno un paio d’ore con le finestre aperte. Esalazioni che sono velenose e pericolose, come ha dimostrato il geyser di percolato esploso a luglio. I bambini hanno il diritto di essere istruiti in un ambiente salubre e non dannoso.” denunciano genitori e comitati.

Con i bambini, è inevitabile, tutto si trasforma in una festa e a farla da padrone in questa giornata di “sciopero” sono i loro sorrisi, i girotondi, le canzoni e i colori dei loro disegni. “Il silenzio è come la puzza, uccide” hanno scritto con le mamme in un cartellone, e quei sorrisi prendono all’improvviso un significato ancora più grande e più grave. La consapevolezza che la cosa giusta da fare è dargli voce, perché raccontino alla gente che cosa vivono ogni giorno sulla loro pelle e che lo facciano a parole loro.

Fabio, terza elementare risponde così alla nostra domanda sul perché oggi non è andato a scuola: “Mi scoccio di sentire la puzza ogni giorno, ieri in bagno stavo per vomitare” e Paolo, suo compagno di classe è ancora più caustico “E’ proprio una fogna” ci dice avvilito. Piccoli uomini e piccole donne costretti a fare i conti con qualcosa di troppo più grande di loro, già consapevoli che nelle loro vite c’è qualcosa di diverso e pericoloso. Rebecca, una bambina di quarta, ci dice senza mezzi termini “Puzza troppo, io non voglio morire per la puzza”. Alla sua età, Rebecca alla morte non dovrebbe proprio pensarci, ma questa spensieratezza le viene negata da una condizione di pericolo costante che ormai avvertono anche i bambini e che non è possibile nascondergli. Lucrezia, otto anni, non ne può più “la scuola puzza e la mattina apriamo le finestre, allora fa freddo e la puzza comunque non se ne va, ci vuole tempo”. Infine parliamo con il piccolo Marco, anche lui è iscritto alla quarta elementare. Marco ha un problema in più rispetto ai suoi compagni di scuola, è asmatico. E’ timido e un po’ si vergogna di ammettere di fronte ai suoi compagni che ha l’asma, che questa puzza insopportabile gli aggrava una situazione già di per sé tanto fastidiosa. La mamma lo rassicura e lo facciamo anche noi, non ha niente di cui vergognarsi perché non è colpa sua se tossisce in classe e se vive costantemente con un inalatore in tasca. Allora trova un po’ di coraggio e si fa avanti “Questa puzza mi fa venire sempre la tosse”.

La voce è unanime, genitori e bambini sono esasperati da questa assurda situazione, che non è degna d un paese civile. Ida, mamma di Lucrezia che frequenta la terza elementare, ci dice “sono qui per protestare con le altre mamme perché i nostri bambini fino alle dieci respirano una puzza fortissima, che sappiamo bene derivare da gas nocivi e cancerogeni. Per quanto riguarda il problema specifico della scuola bisogna che chi dovere (amministrazione e dirigente scolastico) prendano tutti i provvedimenti utili a risanare la situazione, ma siamo anche consapevoli che questo non è che una goccia nel mare e niente si risolverà veramente se non si chiude questa micidiale discarica”. Anche Lina, mamma del piccolo Pierluigi, è sulla stessa lunghezza d’onda “Quello che più fa rabbia è l’indifferenza di certe istituzioni rispetto a questo nostro gravissimo problema, e peggio ancora l’indifferenza delle persone che credono che il problema non sia loro. Ma questo è un problema di tutti”. Rita è un’altra mamma preoccupata per suo figlio di otto anni: “La puzza i bambini la subiscono da tempo e adesso accusano tanti piccoli disturbi, dalla tosse, alla nausea al vomito”. “Il problema è grave e non se ne può più, noi cittadini facciamo del nostro meglio, a Mugnano facciamo la differenziata con ottimi risultati e paghiamo le tasse come tutti, perché dobbiamo subire questo avvelenamento e questi miasmi insopportabili?” chiede ancora una mamma.

Mauro Romualdo, medico e amministratore comunale, presenzia alla manifestazione e interviene in assemblea: “Sono state censite alcune cave tra Marano e Villaricca, perché la volontà della Provincia è quella di aprire una nuova discarica, ma l’amministrazione di Mugnano, Marano, Grumo Nevano, Villaricca, Qualiano e altre dell’area nord di Napoli hanno una posizione netta contro questa ipotesi e propongono una bozza di programma con un piano alternativo (siglato in un documento), che prevede impianti di compostaggio e trattamenti meccanici manuali, oltre che ovviamente la raccolta differenziata. Queste sono le vere soluzioni del futuro, niente più discariche e inceneritori”

La mobilitazione si sposta poi verso il Municipio, i bambini sfilano in corteo per la città accompagnati da genitori, comitati e cittadini per porre il problema all’attenzione del Sindaco. Arrivati nella piazza che ospita la casa comunale i bambini ascoltano pazienti. Il sindaco Giovanni Porcelli si dichiara pienamente d’accordo con la protesta "E' una situazione insostenibile, già stamane scriverò all'Asl per chiedere una accurata verifica dello stato di salubrità della Siani. Siamo disposti anche a chiudere la scuola, per far capire a chi di dovere che il problema non è più gestibile e va risolto immediatamente”. “Penso che sia arrivato il momento di una grande mobilitazione a Napoli – continua il primo cittadino - per avere una data certa per la chiusura di Chiaiano: è il solo modo per far sentire a Regione e Provincia il grido di dolore di questa terra e spero che faccia con noi la voce grossa anche il Sindaco De Magistris. Sottolineo che dalla SapNa non è ancora arrivata risposta circa la nostra richiesta di spiegazioni dettagliate riguardo il terribile geyser di percolato esploso in estate, se non arriveranno risposte dopo il sollecito passeremo direttamente alla Procura. Le manifestazioni rimangono pacifiche, come sempre siamo stati abituati a fare, ma è il momento di spostare la mobilitazione in altre sedi, che hanno il dovere di chiudere la discarica. Prendiamo in considerazione anche l’occupazione pacifica e simbolica della sala del presidente provinciale. Devono dirci che entro la fine dell’anno chiuderanno la cava e propongo l’organizzazione a breve di una nuova manifestazione, insieme a tutti i comune dell’area nord e al sindaco de Magistris, che ha certamente un peso specifico più rilevante del nostro".

“E’ importante non abbassare la guardia – dice a NapoliToday il sindaco Porcelli -, come genitore ho aderito a questa mobilitazione e anche i miei bambini oggi hanno scioperato. Credo che anche il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, debba venire a manifestare con noi a piazza Matteotti, davanti alla sede della Provincia, dove la mobilitazione va spostata. Pretendiamo tempi brevi e certi rispetto alla chiusura e alla bonifica della discarica di Chiaiano”. La richiesta di partecipazione va diritta al neo sindaco di Napoli, che è certamente sensibile al tema, come sempre ha dichiarato e che non può scordare che la discarica è in realtà ubicata sul territorio cittadino.

La mobilitazione di oggi si è conclusa con la casa comunale che ha aperto le porte ad un’occupazione simbolica da parte dei bambini “antidiscarica”, che affacciandosi ai balconi del municipio hanno appeso i loro cartelloni, mostrando a tutti i cittadini che la loro è la richiesta di un diritto inalienabile: restare sani ed avere un futuro.

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