Tragedia al Vasto, 47enne precipita dal quinto piano: muore sul colpo

A perdere la vita un operaio, impegnato nei lavori di un edificio situato in via Pisa

Il luogo del decesso (Foto Massimo Romano)

Angelo Corso, operaio ercolanese padre di due figli, è precipitato dal quinto piano di un edificio in ristrutturazione di via Pisa al Vasto, perdendo tragicamente la vita.

Il 47enne stava lavorando sulla facciata del palazzo, quando per motivi ancora da stabilire, è caduto rovinosamente sull'asfalto, morendo sul colpo. A nulla è infatti valso l'intervento del 118. Sul posto sono giunti anche i familiari del 47enne, sconvolti per quanto accaduto al loro congiunto.

Il cantiere, aperto tre settimane fa, è stato sequestrato. Un secondo operaio  si è salvato cadendo in un balcone. Indagini in corso delle forze dell'ordine.

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Morte sul lavoro

"Questa regione, maglia nera in Italia per morti sul lavoro, come questo Paese, non può più restare inerme di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro. Se lo fa, allora non è più un problema di sensibilità, di essere di destra o di sinistra, ma è un problema di umanità, che forse non esiste più, così come forse non si è più essere umani. Istituzioni, parti sociali, datoriali e dei lavoratori, organi ispettivi e di controllo, forze dell’ordine, devono fare squadra per combattere assieme tutti i giorni sul territorio illegalità e diritti negati, perché ogni vita salvata sarà una meta straordinaria per ognuno di noi". È il commento del segretario generale della Fillea Cgil CampaniaEnzo Maio, in merito all’incidente sul lavoro che questa mattina è costato la vita all'operaio edile. "Una nuova brutta storia che si ripete incessantemente in un settore – ricorda Maio - che è diventato ormai luogo più che di malcostume, di illegalità diffusa, spesso autorizzata dallo stesso Stato. Quante vite bisogna spezzare ancora? Quante famiglie bisogna ancora buttare nello sconforto, nella paura, nell’incertezza del domani, prima che lo Stato e le Istituzioni possano iniziare a dare la giusta attenzione alla vita dei lavoratori? Non conosciamo i dati del lavoratore, ma l’auspico è che almeno si tratti di un lavoratore regolarmente assunto, piuttosto che una finta partita Iva o un lavoratore con contratto di lavoro non edile, come spesso accade in fase di montaggio dei ponteggi, così da avere le opportune coperture economiche e assistenziali".

Il commento dei sindacati: "Non si può restare inermi"

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