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Strage di Secondigliano, è morto Giulio Murolo: uccise cinque persone

Il 49enne infermiere fu autore della terribile strage che causò anche il ferimento di cinque persone. Tre giorni fa aveva tentato il suicidio in carcere

Murolo

É deceduto Giulio Murolo, l'autore della "strage di Secondigliano", avvenuta il 15 maggio del 2015, nella quale il 49enne infermiere uccise come un cecchino dal balcone di casa cinque persone, tra cui il fratello e la cognata e ferendone altre cinque.

L'uomo, recluso a Poggioreale, aveva tentato tre giorni fa il suicidio ingerendo alcune pillole ed era stato perciò ricoverato al Loreto Mare, nel reparto di Medicina, per essere poi trasferito nel reparto di Rianimazione dello stesso ospedale dopo l'aggravarsi delle sue condizioni.

 Una grave crisi cardio-respiratoria ha però spezzato la sua tormentata vita.

LA VICENDA - Murolo era un tiratore scelto, non aveva precedenti penali e in casa, in via Miano, aveva anche un fucile mitragliatore Kalashnikov con matricola abrasa. La sparatoria avvenne dopo un litigio avvenuto tra l'uomo con i vicini per alcuni panni stesi ad asciugare.

LE VITTIME - I nomi delle persone decedute nella strage di Secondigliano: Luigi Murolo, fratello dell'omicida, la moglie di Luigi, Concetta, il tenente della polizia municipale Francesco Bruner, un fioraio, il passante, Luigi Cantone, di 56 anni. A questi qualche mese dopo si è aggiunto il luogotenente della municipale Vincenzo Cinque, morto in ospedale dopo le ferite riportate in quella tragica giornata.

IL PENTIMENTO - Nei giorni successivi al suo arresto, Giulio Murolo aveva dichiarato tramite il suo legale: "Sono pentito, chiedo perdono a tutti. Chiedo perdono a mia madre, ai miei nipoti, i figli del fratello che ho ucciso, ma anche a tutte le persone estranee alla mia famiglia che ho trascinato in questa tragedia".

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