Morto all'uscita dalla discoteca, il padre di Nico: "Fermiamo la strage dell'alcol"

Così Antonio Marra, padre del giovane morto a Positano: "Nico è solo stato estratto a sorte quella maledetta domenica, come ce ne sono stati tanti altri e ce ne saranno ancora"

Nicola Marra

Ha particolarmente colpito l'opinione pubblica la vicenda di Nicola Marra, il ragazzo precipitato nel vuoto dopo essersi allontanato dai suoi amici al termine di una serata in discoteca, a Positano.

I suoi genitori lanciano un appello perché si faccia qualcosa contro la "mattanza impunita" rappresentata dalla "strage dell'alcol in discoteca". Così, in una lettera al Mattino, Antonio Marra, padre del ragazzo: "Nico è solo stato estratto a sorte quella maledetta domenica, come ce ne sono stati tanti altri e come purtroppo tanti, molti, ce ne saranno ancora".

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"Sembrava un campo di battaglia – racconta a proposito dell'esterno del locale dove cercava suo figlio, prima del tragico ritrovamento – con decine e decine di ragazzi che girovagavano semicoscienti, vestiti a malapena con camicie sudate e abiti leggeri, nel freddo della tarda notte. Chiazze di vomito dappertutto".

Le indagini

Secondo gli inquirenti Nico sarebbe morto sul colpo, sbattendo la testa dopo una caduta lungo il sentiero sul quale si stava inerpicando. A quel punto sarebbe scivolato per 70 metri fino in fondo alla vallata, dove poi è stato trovato.

Ci sono però degli aspetti piuttosto controversi della vicenda. Non è chiaro perché il ragazzo, caratterialmente non solito a questi colpi di testa, si sia avventurato da solo ed al buio lungo una stradina poco sicura. Non è chiaro perché continuava a mordicchiarsi la camicia, particolarmente nervoso (è stato inquadrato da alcune telecamere di sicurezza), o perché nessuno fra le persone lì con lui lo abbia seguito.

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