Processione San Gennaro: sangue già sciolto all'uscita dal Duomo

"Miracolo" avvenuto, come annunciato nella Basilica di Santa Chiara: la liquefazione del sangue già all'uscita dalla Cattedrale. Sepe: "A San Gennaro dobbiamo il nostro impegno per una società migliore"

L'annuncio del prodigio avvenuto (Foto Romano)

È il giorno della processione del busto di San Gennaro e delle ampolle, contenenti il sangue del martire e patrono della città di Napoli. Il corteo – quello del 5 maggio è detto degli "infrascati", per la consuetudine del clero di proteggersi il capo dal sole con corone di fiori – è partito alle 17 dalla Cattedrale, accompagnato dalla fanfara dei carabinieri.

A quanto pare a molti – tra i fedeli assiepati all'esterno del Duomo – il sangue del Santo contenuto nell'ampolla è apparso già sciolto all'uscita dalla Cattedrale, con grande anticipo rispetto a quanto non accade di solito. Un miracolo che sicuramente verrà letto come segno di auspicio più che positivo per la città.

Numerose le autorità e le personalità presenti. Tra gli altri, nella folla, anche Emanuele Filiberto di Savoia.

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(video Massimo Romano)

Prima il Cardinale Crescenzio Sepe si era recato nella Cappella del Tesoro e ha aperto la cassaforte che custodisce le reliquie del Santo, poi, dopo un breve momento di preghiera, è partita la processione. Il percorso passa per via Duomo e via dei Tribunali, arriva in via delle Zite, poi a Forcella, via San Biagio dei Librai, piazza San Domenico Maggiore e via Benedetto Croce, fino alla Basilica di Santa Chiara.

MIRACOLO AVVENUTO, L'ANNUNCIO | VIDEO

Alle 18 la messa nella Basilica, presieduta dall'Arcivescovo, funzione in cui (intorno alle 18.30) è stato confermato il rinnovo del miracolo di San Gennaro, la liquefazione del sangue del santo contenuto nell'ampolla. Per tutta la prossima settimana la teca con le ampolle del sangue saranno esposte per la venerazione nel Duomo cittadino.

Le parole del Cardinale Sepe

Il Cardinale Sepe ha lanciato nell'omelia, tenutasi al termine della processione, un "grido d'allarme" per "contrastare la cultura della violenza e chiamare alla propria responsabilità tutti".

"Troppe strade di Napoli, anche quando non sono bagnate dal sangue, sono diventate teatro di violenza. Una violenza - ha proseguito l'arcivescovo partenopeo - spesso gratuita. Ho il dovere, come cittadino responsabile e come pastore di questa terra di lanciare un grido d'allarme, per contrastare la cultura della violenza e richiamare alla propria responsabilità tutti e ciascuno di noi, perché la società non è una entità astratta ma è fatta da tutte le persone, dalle categorie sociali, dagli enti, dalle associazioni, dalle istituzioni. Tutti, ciascuno per la propria parte, siamo chiamati a sporcarci le mani, a lavorare concretamente, a non perdere tempo, a trovare soluzioni e sinergie, a valorizzare le eccellenze che abbiamo, le risorse immense che ci sono, la ricchezza culturale di questa terra, a credere nelle due grandi potenzialità e risorse rappresentate dai giovani e dal territorio. E lo dobbiamo fare cercando e trovando le necessarie sinergie tra chiesa, istituzioni, scuola, forze sociali, operatori economici".

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Infine, Sepe ha ribadito: "Non possiamo fallire in questa impresa, in questo nostro dovere. Per questo vogliamo affidarci ancora e sempre a San Gennaro perché non faccia mai venire meno la sua protezione, la sua vicinanza, il suo amore. A San Gennaro, però, non possiamo chiedere senza dare. Come figli devoti, gli assicuriamo la nostra fedeltà, la nostra sincera devozione, le nostre preghiere, ma anche il nostro impegno a cambiare in noi stessi per cambiare la società, per far prevalere il bene comune, per avere una società più giusta e migliore".

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