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In migliaia per salvare il piccolo Alex: "Ma servono più tamponi"

 

Sono in migliaia le persone accorse in piazza del Plebiscito per aiutare il piccolo Alessandro Maria Montesor, bimbo di un anno e mezzo affetto da linfoistiocitosi emofagocitica, una rara malattia genetica che attacca il sistema immunitario. Alex, madre napoletana e papà settentrionale, è a Londra e si sta sottoponendo a un trattamento sperimentale di otto settimane.

Ne restano ancora cinque di settimane, poi sarà corsa contro il tempo per trovare un donatore di midollo osseo compatibile. E' questo che tiene in apprensione Cristiana e Paolo, i genitori del bimbo, perché la ricerca della compatibilità non è così semplice: solo una persona su centomila potrebbe avere un midollo adatto ad Alessandro. 

Già dalle 9 di stamattina erano centinaia le persone che si sono accalcate agli stand per iscriversi nell'elenco internazionale di donatori di midollo osseo. Le operazioni sono guidate dall'Admo, Associazione donatori di midollo osseo, e dall'Aile, Associazione Italiana Linfoistiocitosi Emofagocitica.

Ugo Ricciardi, presidente dell'Aile, sta lavorando al fianco della famiglia Montesor per organizzare quanti più punti di raccolta donatori possibile. Con questa malattia Ugo ha perso un figlio di 14 anni: "Da allora ho messo in piedi questa associazione e cerco di aiutare chi si è trovato nella mia stessa situazione. Sono commosso per la prova di solidarietà che sta dando Napoli, non avevo mai visto tanti potenziali donatori in una sola volta". 

Ricciardi prova a mantenere alto lo spirito della battaglia, senza abbattersi: "E' verso che uno su centomila è una statistica ostile, ma dobbiamo pensare che ne basta uno solo per fare in modo che Alex dimentichi questa brutta storia. La sua terapia finirà tra cinque settimane, ma non è vero che la vita del piccolo si fermerà subito dopo. Dobbiamo essere fiduciosi". 

In piazza Plebiscito, però, è emersa un'altra emergenza, quella dei tamponi salivari, essenziali per stabilire le compatibilità dei donatori. "Oggi abbiamo circa 1.100 tamponi - afferma Michele Franco, presidente regionale di Admo - per questo motivo facciamo appello alle associazioni che si occupano di prelievi di darci una mano, perché anche con il sangue si può effettuare l'iscrizione al registro internazionale dei donatori. Sarebbe un vero peccato se fossimo costretti a rimandare a casa centinaia di persone giunte qui per donare midollo osseo". 

Intanto, si preparano anche i prossimi incontri per aiutare il piccolo Alessandro: domenica 27 ottobre a Caserta, lunedì 28 alla facoltà di Agraria a Portici e martedì 29 a Monte Sant'Angelo (Fuorigrotta). 

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