“Il sindaco doveva celebrare il mio matrimonio”: Tony Colombo accusa, il Comune smentisce

Il Comune in una nota inviata a NapoliToday precisa: "Non c’è mai stata alcuna conferma da parte del sindaco che riceve decine e decine di queste richieste"

Sono parole dure quelle utilizzate dal cantante Tony Colombo a seguito delle polemiche per il suo matrimonio e delle sanzioni che il Comune di Napoli gli ha comminato. Ha svelato la circostanza secondo cui il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris avrebbe dovuto celebrare il suo matrimonio, rinunciandovi solo alla fine. Ma il Comune precisa a NapoliToday in una nota: "Colombo aveva indicato il sindaco come celebrante, ma non c’è mai stata alcuna conferma da parte del sindaco che riceve decine e decine di queste richieste.
Lui fece richiesta quando chiede la sala della loggia indicando chi avrebbe voluto che celebrasse che è cosa diversa da quello che dice oggi".

Le parole di Tony Colombo

“Vi pare che uno come me, abituato ad organizzare concerti, feste, etc., non fa i permessi? Potrebbe capitare qualche disattenzione, ma gravi infrazioni no. Posso confrontarmi con l'assessore Clemente e col Sindaco De Magistris su tutto quello che vogliono. Ho ringraziato il Comune di Napoli per la gentile concessione sia alla fine del video del mio nuovo singolo, “Ti amo amore mio”, girato proprio in piazza del Plebiscito durante il flash mob, sia in piazza, sia il giorno delle nozze nel corso della trasmissione Pomeriggio 5. Forse sono stato troppo educato? Tra l’altro il sindaco aveva manifestato l’intenzione di officiare il mio matrimonio, poi ha comunicato che in quella data avrebbe avuto altre cose da fare. Inoltre, guarda caso, le polemiche sui permessi per la realizzazione del flash mob sono venute fuori il giorno del mio matrimonio. A scoppio ritardato. Io mi sono sposato il 28 marzo, il flash mob a piazza del Plebiscito è stato realizzato il 25 marzo. Sono passati tre giorni in cui sui social e sui giornali si parlava in modo favorevole di questa mia iniziativa… Bah!”

La prima reazione di de Magistris 

Quello che non riesco a comprendere - ed accettare - é il pregiudizio non solo della Clemente e di De Magistris, ma di tutti coloro che stanno parlando male del mio matrimonio sui giornali, sui social o in tv. Costoro riempiono le pagine della stampa o interi blocchi televisivi parlando di un passato lontanissimo – e tra l’altro dicendo spesso cose non vere -  che non influisce sulla condotta di mia moglie né sulla sua vita presente e che non ha nulla a che fare con gli stili di vita che ognuno di noi è libero di vivere (che piacciano o meno). Sulla famiglia di mia moglie si stanno dicendo tante cose errate. Bisognerebbe essere più attenti nel trattare questi argomenti che portano alcuni media - erroneamente - a fare paragoni senza senso. Che poi, bah non riesco a capire, se esistono servizi di noleggio carrozze significa che esiste un pubblico che ne usufruisce. Ora, perché l’ha noleggiata Tony Colombo per sua moglie tutti ne parlano.

L'inchiesta della procura 

Il pregiudizio a mio avviso è anche a monte dello spostamento della manifestazione 'Cento passi per il 21 marzo' presso un'altra sede comunale. Ci tengo a puntualizzare che da tempo si sapeva che il mio matrimonio sarebbe stato officiato al Maschio Angioino. L' assessore Clemente ha dichiarato ai giornali di essere stata avvisata la sera prima. Deduco che c'è un difetto di comunicazione interna al Comune e che l'assessore non legge giornali e contenuti social che da mesi riportavano la notizia. O forse è un tentativo di strumentalizzazione del mio matrimonio?”.

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Leggo di “ostentazione del potere”, leggo di un “mondo equivoco” che mi apparterrebbe: io scrivo, canto e suono e come ad ogni artista può capitare che le mie canzoni possano piacere ad una persona piuttosto che ad un’altra e che il mio stile di vita possa essere condiviso o meno. Amo regalare emozioni a una fetta di popolazione di Napoli che ne ha bisogno, e perciò la coinvolgo nei miei videoclip, nelle mie dirette social, nei momenti della mia vita privata. Non penso che quello che faccio sia deleterio per Napoli: fa male alla Città vedere il male laddove il male non c’è”.

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