Alleanza di Secondigliano: annullata l'ordinanza a Maria Licciardi

“A peccerella” era latitante dal giorno del blitz che ha portato all'arresto di oltre cento persone

Il tribunale del Riesame di Napoli arricchisce l'inchiesta sull'Alleanza di Secondigliano con un risvolto clamoroso. La dodicesima sezione ha infatti annullato l'ordinanza di custodia cautelare ai danni di Maria Licciardi, alias “a peccerella” che la Dda ritiene ai vertici dell'omonima famiglia e che risulta attualmente irreperibile. Secondo i giudici partenopei non ci sono gli estremi per l'arresto della donna che già per due volte è stata condannata per associazione mafiosa scontando la pena anche al regime del 41bis. La Licciardi era sfuggita al blitz di due settimane fa che portò all'arresto di oltre cento persone.

La latitanza 

Era già stato emesso il decreto di latitanza nei suoi confronti ed era considerata una dei latitanti più pericolosi in circolazione proprio per il suo passato criminale. Già nel 2000 si era resa protagonista di un'altra fuga finita però dopo pochi mesi. Secondo l'antimafia ha raccolto lo “scettro criminale” dal fratello Gennaro, dando inizio a una reggenza durata anni così come l'attività criminale della sua famiglia che affonda le radici a partire dagli anni '90. I magistrati del tribunale della Libertà napoletano hanno, però, ritenuto di annullare l'ordinanza per queste nuove accuse accogliendo la tesi difensiva sostenuta dal penalista Dario Vannetiello.

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