Medico napoletano costretto a lasciare il lavoro in Francia: "Mi chiamavano sporco italiano"

"Il primario di un ospedale mi urlò contro che le operazioni non si fanno a mezzanotte. Mi lanciò cartelle cliniche in faccia, chiamandomi sale italien", racconta il 35enne medico partenopeo

Ospedale

Marco Sgambati è un trentacinquenne neurochirurgo napoletano, che aveva deciso di tentare l'avventura lavorativa all'estero e precisamente a Nizza. Dopo poco però, come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, si è accorto che il funzionamento della sanità in Francia non è certo migliore del nostro: 6 mesi per una visita specialistica, salari bassi, prestazioni mediche urgenti a pagamento, oltre al fatto che negli ospedali universitari del luogo tutto è in mano al lavoro degli specializzandi anche con pochissima esperienza.

Le cose sono poi peggiorate con il trasferimento al Marsiglia Hospital Nord, dove ha vissuto un vero e proprio ostracismo da parte dei colleghi autoctoni: "Un venerdì sera il mio tutor mi chiese di organizzare l’intervento d’urgenza per un paziente con metastasi cerebrale. Quando incontrai il primario, però, mi disse: “Riferisci al tuo tutor che le operazioni non si fanno a mezzanotte. Mi lanciò cartelle cliniche in faccia, chiamandomi “sale italien” (sporco italiano).

Tale trattamento riferisce il neurochirurgo napoletano era riservato a centinaia di colleghi provenienti dall'Italia, tanto da spingerlo a tornare in Italia per cercare e trovare poi lavoro a Latina.

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