Commercianti in marcia, manifestazione contro Conte alla Rotonda Diaz

Le forze dell'ordine sono intervenute evitando il corteo in programma verso Palazzo Santa Lucia, per il rischio assembramenti. Le ragioni della protesta

La manifestazione (foto Dire)

Numerosi commercianti si sono oggi riuniti alla rotonda Diaz, per manifestare nella prima giornata della Fase 2. In 200 si sono mostrati, al tramonto, tra ristoratori, gestori di bar, pizzerie, locali della movida, parrucchieri, estetisti, altri esercenti.

Durante l'iniziativa hanno indossato delle maschere raffiguranti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con le fattezze di un pagliaccio, o di "V per vendetta", e mostrato gli articoli della Costituzione.

"Siamo la parte sana di questa città, vogliamo rispettare tutte le regole che il governo sta mettendo in campo, ma – hanno spiegato gli organizzatori – ci vogliono scelte più coraggiose, altrimenti dall'oggi al domani ci troveremo con licenziati e centinaia di saracinesche abbassate. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio in questo momento a Napoli".

La richiesta è di programmazione, laddove invece il governo non ha "ancora erogato la cassa integrazione, dando una liquidità irrisoria a una parte minima di popolazione. Dovremmo ancora indebitarci per guardare a un futuro incerto?". A queste condizioni, hanno spiegato, non si apre.

La manifestazione doveva procedere con un corteo fino alla sede della regione Campania, ma sono intervenute le forze dell'ordine per la presenza di troppe persone e quindi di assembramenti. Una delegazione ha chiesto comunque di essere ricevuta dal prefetto di Napoli.

Commercianti di Chiaia, la protesta: "Non riapriamo"

San Gregorio Armeno, la protesta degli artigiani

Stamane avevano protestato, rispettando la distanza di sicurezza nella via dei pastori, anche gli artigiani di San Gregorio Armeno.

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Le loro botteghe infatti rischiano di non riaprire. La richiesta è "un contributo a fondo perduto per le mensilità, a partire da marzo fino a fine settembre 2020, a titolo di contributo, per il fitto dei locali". Gli artigiani chiedono anche l'esenzione di Tari e Cosap per il 2020, nonché la possibilità, relativa alle imposte dirette e indirette, "dovute per l'anno corrente, da pagare in un unico scaglione di tassazione, al 20% dei reddito".

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