Luca Abete: "Striscia ha rivoluzionato il modo di fare informazione" | L'INTERVISTA

Reduce da una lunga stagione televisiva e dal grande successo della seconda edizione del #Noncifermanessuno tour, il noto inviato di Striscia la Notizia ha parlato in una lunga intervista a NapoliToday, toccando molti temi

Luca Abete

Con il suo tour motivazionale #NonCiFermaNessuno ha girato l'Italia ed incontrato migliaia e migliaia di studenti, raccogliendo parallelamente ben 16000 pacchi di pasta donati alla Fondazione Banco Alimentare Onlus per ogni 'selfie ottimista' inviato dagli utenti iscritti alla community. Per il noto inviato di Striscia la Notiza Luca Abete è stata, dunque, una stagione intensa e di grande successo. Nelle ultime settimane, poi, sono arrivati anche due importanti riconoscimenti: il Premio per il Giornalismo Favignana 2016 ed il Premio Assobioplastiche di Legambiente, per le sue inchieste realizzate per il noto tg satirico di Antonio Ricci.

Di questo e molto altro, Luca Abete ne ha parlato nel corso di una lunga intervista rilasciata a NapoliToday:

Luca innanzitutto raccontaci quali sono le sensazioni dopo la chiusura di questo secondo anno del #NonCiFermaNessuno tour, che si è concluso qualche mese fa proprio a Napoli. Grande è stato il successo e l'affetto riscontrato dagli studenti che avete incontrato in giro per l'Italia...

“Le cose più belle della mia vita sono sempre nate quasi per caso, per gioco. Mi sono trovato a fare spettacoli per bambini mentre studiavo archittettura, mi sono ritrovato in televisione quando pensavo di fare l’architetto e mi sono ritrovato a Striscia quando pensavo di fare al massimo qualche spettacolino per bambini. La mia vita è piena di queste sorprese incredibili, proprio come questa recente di #NonCiFermaNessuno. Anche questa esperienza è nata per caso: sono stato invitato anni fa nelle università ed essendo molto attento alle cose che mi circondano, notai che i ragazzi, più che tanti consigli su come fare televisione, comunicare o su come fare un’inchiesta, avevano bisogno di un’iniezione di fiducia, di un po’ di coraggio, di quel pizzico di energia che magari viene meno quando si ha quell’età in cui anche i piccoli problemi ti sembrano vette irraggiungibili. Così è nata l’idea di provare a raccontare la mia storia, che è quella di un ragazzo di una piccola città, che dal nulla riesce ad arrivare dove non immaginava, puntando quindi non tanto sul successo o sui traguardi raggiunti, ma su tutte quelle volte in cui sono caduto, in cui mi hanno ostacolato, quando insomma sono capitati dei piccoli incidenti di percorso che sembravano insuperabili e che poi alla fine si sono rivelati tutt’altro. Attraverso questa storia e questo racconto, ho cercato di portare avanti questo messaggio che proprio ‘non ci ferma nessuno’, uno slogan che nell’era dei social diventa hashtag e che per molti è diventato anche un modo per sentirsi un po’ più forti, comprendendo che i problemi ci sono, ma che non sono tutti dei mostri invincibili. La grande novità della stagione che si è conclusa da poco è stata la partnership con Banco Alimentare. Girando l’Italia e incontrando migliaia di ragazzi io pensai: 'Se riuscissimo ad abbinare ad ogni persona che urla #NonCiFermaNessuno, ad ogni persona che entra nella nostra community, un pacco di pasta, potremmo veramente riuscire a sfamare tantissime famiglie'. Quest’idea, quindi, si è trasformata in un meccanismo vero e proprio di abbinamento dell’ingresso delle persone nella community, con pacchi di pasta che in automatico finivano al Banco Alimentare. Con questo giochetto, che sembrava una cosa da poco, siamo riusciti a raccogliere in pochi mesi la cifra davvero sbalorditiva di 16000 pacchi di pasta, che ora arriveranno nei depositi di Banco Alimentare, che poi li smisterà ai bisognosi".

Intanto siete già a lavoro per la terza stagione del #NonCiFermaNessuno tour, che riserverà alcune novità interessanti...

“Proprio in questi giorni stiamo lavorando ad alcune novità importanti per la nuova edizione. Sicuramente confermeremo la raccolta con Banco Alimentare. Ci sarà, poi, una nuova ricerca sociologica che servirà ancora una volta, non soltanto a dare qualcosa ai ragazzi, ma cercherà anche di ricevere qualcosa da loro, attraverso le loro opinioni, il loro ‘stato di salute’. La novità significativa dell’anno prossimo sarà quella di dedicare più spazio agli studenti delle superiori. Gli incontri con gli studenti universitari saranno confermati, ma amplieremo l’utenza con maggiore attenzione ai ragazzi delle scuole superiori. Quando arriviamo in una città, c’è una vera e propria festa. All’inizio venivano ad incontrarmi perché magari ero l’inviato di Striscia la Notizia, poi col passare delle tappe il messaggio di #NonCiFermaNessuno ha cominciato ad incuriosire un po’ tutti. E così tante scuole volevano portare gli studenti all’università per partecipare agli incontri. Ci siamo resi conto, quindi, che si trattava di un’utenza che forse avevamo un po’ trascurato, che non pensavamo di poter coinvolgere all’inizio. Dal prossimo anno proveremo a dare un messaggio specifico dedicato a loro”.

Nelle ultime settimane hai ricevuto due importanti riconoscimenti: il Premio per il Giornalismo Favignana 2016 ed il Premio Assobioplastiche di Legambiente

“Si tratti di premi che vanno a me, ma che io divido con tante persone, perché i nostri servizi nascono innanzitutto con le segnalazioni della gente. Io non finirò mai di stupirmi, anche se oramai sono a Striscia da più di 10 anni, nel vedere quanta gente ci scrive, sfidando l’omertà, quanta gente combatte per provare a cambiare le cose che non vanno. I primi anni in cui ero a Striscia dalla Campania non arrivavano segnalazioni, non c’era un inviato. Dalla redazione magari pensavano che i campani non fossero interessati a denunciare, che fossero magari un po’ più restii a farlo. Invece è bastato qualche servizio di quelli che hanno toccato la sensibilità, facendo capire che dall’altra parte c’era una persona pronta a non fare sconti a nessuno ed andare dritta all’obiettivo, che sono cominciate ad arrivare tantissime segnalazioni. Oggi oramai abbiamo una marea di mini-inviati che ci inviano video, fotografie, che ci raccontano delle cose che ci aiutano a provare a migliorare il territorio. Il primo grazie quindi va a loro che sono i protagonisti indiscussi del nostro programma ed è questo il grande miracolo di Antonio Ricci, riuscire a creare un filo conduttore con il pubblico. Ora questa cosa è un po’ ripresa da tutti, perché ormai molti siti, giornali, vivono di segnalazioni, ma tutto questo va detto che è nato tanti anni fa, quando l’utenza guardava l’informazione, mentre Ricci ha rivoluzionato il modo di fare informazione, attraverso un tg satirico fatto da comici, ed è riuscito in questa impresa. Il premio quindi va a me, che sono il loro portavoce, ma io lo condivido con la gente e con il mio staff, perché c’è una squadra di ragazzi che combattono, che rischiano, che analizzano tante segnalazioni e che provano a portare avanti questo ideale di informazione fatta diversamente. Noi ormai ci siamo abituati a determinate cose, ma dimentichiamo che l’inchiesta con la microcamera non esisteva. Ricci ha inventato l’utilizzo della microcamera a fini di reportage, per raccontare ciò che sta succedendo. Oggi i media raccontano della truffa dopo che le forze dell’ordine hanno eseguito degli arresti. Striscia smaschera le truffe e consegna le prove alle forze dell’ordine. Stiamo parlando quindi di un miracolo, che vede l’affetto e la riconoscenza di tante persone. La battaglia sulla questione degli shopper non a norma, ad esempio, è stata incredibile perché quando abbiamo fatto i nostri servizi, come spesso accade, ed è successo anche per la Terra dei Fuochi, ci dicevano che era un finto problema e che stavamo esagerando, soltanto a fini di speculazione televisiva. Il problema delle buste secondo molti era un problema minore. Poi col tempo, col passare dei mesi, con le campagne di Legambiente, con l’attenzione che i media hanno rivolto alla cosa e con gli arresti operati dalla Guarda di Finanza, si è capito che dietro il mercato delle buste, oltre ad esserci un problema ambientale, c'era proprio un giro illecito, di malaffare, che noi siamo riusciti a portare alla luce di tutti, quando gli altri pensavano che questo non fosse un problema serio. Sono orgoglioso, quindi, di questo premio perché è un riconoscimento non a Luca Abete, ma al modo di fare televisione di Striscia, che va in avanscoperta e che arriva prima di tanti”.

Striscia la Notizia ora è ferma per la pausa estiva, ma siete già pronti a ripartire da settembre con la nuova stagione...

“Noi siamo fermi, ma vigili. Gli occhi aperti comunque ce li abbiamo. Già in questi giorni abbiamo fatto anche delle registrazioni che poi utilizzeremo probabilmente a settembre. Sostanzialmente non ci fermiamo mai, perché le persone continuano a scriverci e quindi, laddove troviamo una situazione che possiamo sviluppare in un secondo momento, la prendiamo in carico, cercando di risolverla e di darci da fare”.

In questi giorni sui social sta 'impazzando' il tuo video dei delfini nel Golfo di Napoli. Come è nata l'idea?

“E’ un video che stanno condividendo in tanti. E’ stata per me anche un’occasione per poter alleggerire un po’ gli argomenti che tratto, essendo io comunque una persona allegra, che però come molti italiani si arrabbia quando vede che le cose vanno male. L’estate, quindi, per me diventa un’occasione per occuparmi di tematiche anche più leggere e quindi ne approfitto per girare di più, per vedere posti in giro per l’Italia. Questo video dei delfini, quindi, è stato proprio un momento di gioia. Sembravo quasi un bambino, anche perché non capita tutti i giorni di vedere dei delfini, che tra l’altro vengono addirittura a socializzare con te, come se volessero giocare con la barca e con coloro che c’erano a bordo. E’ stata una cosa bellissima che, con l’istinto del reporter, ho filmato prontamente e condiviso con tutti quelli che mi seguono sui social e che hanno apprezzato”.

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