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Lavoratori stagionali dell'Aeroporto di Capodichino in protesta

 

Protesta del settore turistico questa mattina davanti ai giardini antistanti il Maschio Angioino. Sono in maggioranza lavoratori dell'indotto aeroportuale: in totale cento persone circa che rischiano il licenziamento, come denunciato dai sindacati nei giorni scorsi. Con loro, in segno di solidarietà e condivisione della stessa lotta per il lavoro, anche autisti N.C.C, noleggio con conducente. "Siamo parte dello stesso sistema, ferrovieri, aeroportuali: il grande settore turismo", spiega una manifestante. "Anche noi abbiamo contribuito ai grandi numeri dello scorso anno, con 12 milioni di arrivi". 

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La nota del sindacato CNAL

"Ora forse anche gli altri sindacati hanno forse capito che la Gesac intende liberarsi dell’indotto e mandare sul lastrico più di cento famiglie che fino ad oggi operavano nei servizi dell’indotto aeroportuale. Dai carrellini portabagagli agli operatori addetti all’assistenza dei disabili. Fino a cancellare i lavoratori addetti alle varie aree dell’aeroporto. "La Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli sono soci di Gesac e partecipano alla ripartizione dei dividendi. Perciò – ha concluso Ronghi - ci chiediamo se  De Luca e De Magistris condividono la politica dei licenziamenti adottata dalla Gesac, il che sarebbe in totale contrasto con le tante rassicurazioni di interventi a tutela del lavoro e a favore dei più deboli che provengono, particolarmente in questa emergenza Covid-19, dalle massime espressioni della Regione Campania e della Città Metropolitana di Napoli, ai quali abbiamo chiesto un urgente incontro prima di passare alle azioni di protesta”, spiega Ronghi, segretario regionale CNAL Trasporti. 

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