Autorità portuale, l'inchiesta: 12 indagati per corruzione e turbativa d'asta

Secondo i titolari del fascicolo, i pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock, un cartello di imprese condizionava le gare bandite

Perquisizioni negli uffici dell'Autorità portuale. L'ipotesi dei pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock è che un cartello di imprese condizionasse le gare da essa bandite. A riportare la notizia è Repubblica Napoli.

Dodici gli indagati, per corruzione e turbativa d’asta: secondo i magistrati condizioni di “somma urgenza” venivano sfruttate per pilotare i bandi. Inoltre, alcuni imprenditori sarebbero stati imbeccati sulle ditte da invitare alla gara.

Sotto inchiesta anche la decisione di frazionare gli importi di alcuni lavori relativi ad un piano triennale dell’Autorità portuale, scelta che per i giudici è servita ad utilizzare una procedura semplificata per l'affidamento delle opere.

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I fatti risalgono alla seconda metà del 2016 e sarebbero ancora in corso. Agli atti ci sono anche intercettazioni e pedinamenti. L'indagine è collegata anche alle dichiarazioni del pentito di camorra Alfonso Mazzarella, che sta ricostruendo i condizionamenti criminali nella zona portuale.

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