Indagato a Napoli, si dimette capo Ispettorato ministero della Giustizia

Secondo gli inquirenti avrebbe fornito informazioni su un procedimento penale in corso in cambio di biglietti per aliscafi e rimessaggio di un gommone

Il capo dell'Ispettorato del ministero della Giustizia, il giudice Andrea Nocera, si è dimesso dall'incarico dopo aver appreso di una indagine sui suoi riguardi da parte della Procura di Napoli. L'ipotesi di reato – come riportato dal Corriere della Sera – è corruzione: secondo le indagini dei pm John Woodcock e Giuseppe Cimmarotta, coordinati dal procuratore Giovanni Melillo, avrebbe ottenuto biglietti per aliscafi e il rimessaggio di un gommone in cambio di notizie su un procedimento penale in corso.

Nocera, che ha comunicato al Csm la decisione di lasciare l'incarico, e contestualmente chiesto di tornare a lavorare all'Ufficio del massimario della Cassazione.

Il magistrato, 54 anni, dal 2018 era il responsabile degli ispettori ministeriali, braccio operativo del ministero della Giustizia, chiamati a vigilare e indagare sulla correttezza del lavoro svolto negli uffici giudiziari da giudici e pm. Era stato selezionato come “capo dei suoi 007” dal ministro Alfonso Bonafede subito dopo la nascita del Governo Conte 1.

Le indagini

L'inchiesta a carico di Nocera è legata a quella sul conto dell'imprenditore Salvatore Di Leva, amministratore del gruppo Alilauro.

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In alcune intercettazioni – attivate per verificare presunte manovre sospette intorno ad alcune concessioni demaniali – sono state registrate conversazioni che hanno fatto emergere l'ipotetico ruolo del magistrato “informatore” su un'altra indagine in corso a Napoli, questa a carico dell'armatore. Secondo gli inquirenti, le notizie che Nocera avrebbe dovuto trasmettere a Di Leva e Lauro riguardavano un'indagine a carico di quest'ultimo, proprietario della Alilauro. Nell'indagine è emersa anche la figura di un altro magistrato campano, di cui si sta occupando invece la procura di Roma, competente in materia.

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