Con lo scooter contro un'auto: muore un 19enne

E' accaduto a Pianura. Il ragazzo viaggiava su di uno scooter che ha impattato contro un'auto

Incrocio di via Pallucci (foto Google)

Senza casco, sullo scooter di un amico, si scontra con un'auto a un incrocio, cade sull'asfalto e muore all'istante: è successo oggi, a Napoli, vittima Vincenzo Scamardella, che ieri aveva compiuto 19 anni. L'incidente e' avvenuto a Pianura, all'incrocio fra via Pallucci e via Carrà. Il ragazzo era alla guida del motorino finito contro l'auto sulla quale c'erano altri due giovani, rimasti praticamente illesi. Scamardella era senza documenti; il motorino era intestato alla mamma del suo amico, per cui l'identificazione da parte della Polizia municipale, intervenuta sul posto, è stata piuttosto complessa.

I COMMENTI - "A Napoli soprattutto in alcune zone della città - dichiarano il responsabile regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli della Radiazza che da mesi stanno portando avanti una campagna per l' uso della protezione sullo scooter - il casco non sanno neanche cosa sia. Basta farsi un giro non solo a Pianura ma anche a Ponticelli, a San Giovanni a Teduccio, nei Quartieri Spagnoli, nel Pallonetto di Santa Lucia, a Forcella, nella Sanità e si noterà che tutti si muovono sui mezzi a due ruote senza protezione. Spesso si vedono gironzolare per la città intere famiglie con 3 o anche 5 persone, altre volte bambini di neanche 10 anni si notano a scorrazzare sugli scooter acquistati dai genitori. Usare il casco è considerato da alcuni abitanti di Napoli un atto di debolezza e di sottomissione allo stato. Non indossarlo è invece una sfida quotidiana che però continua a mietere vittime soprattutto tra i più giovani".
"Prima che con la repressione - concludono Borrelli e Simioli - bisognerebbe intervenire a livello culturale per spiegare ai tanti genitori che educano i propri figli fin da piccoli a guidare senza casco che non solo è sbagliato ma pericoloso. Ogni volta che avviene un incidente o muore un giovane a nostro avviso dovrebbero andare in galera proprio i padri e le madri che hanno educato i loro figli a non rispettare le regole".