Corruzione e rifiuti, revocato l'incarico all'amministratore di Sma

Chiarite dal decreto di perquisizione le ipotesi di reato a carico degli indagati

Sma Campania

Il decreto di perquisizione notificato alle nove persone indagate in concorso sulla vicenda dello smaltimento illecito di rifiuti sollevata da Fanpage, ha chiarito ulteriormente alcuni aspetti dell'inchiesta dei pm Ivana Fulco ed Henry John Woodcock, coadiuvati dai colleghi Sergio Amato, Ilaria Sasso del Verme e Celeste Carrano, e coordinati dall'aggiunto Giuseppe Borrelli.

Per il consigliere regionale di Fratelli d'Italia (e candidato alle prossime politiche) Luciano Passariello, secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, l'ipotesi di reato sarebbe finanziamento illecito dei partiti aggravato da finalità mafiose. Gli altri indagati sarebbero invece il dirigente della Regione Campania Lucio Varriale, il dipendente della Sma (società regionale che si occupa di ambiente) distaccato alla segreteria di Passariello Agostino Chiatto; Andrea Basile, ritenuto l’attuale reggente del clan Cimmino; gli imprenditori Salvatore Porro, Abramo Maione, Vincenzo Riccio, Antonio Cristoforo e Giovanni Caruson, questi interessati ad un appalto per lo smaltimento di fanghi.

Il figlio del governatore della Campania Vincenzo De Luca, Roberto, è invece indagato per corruzione. L'ipotesi di reato si riferisce ad un appalto per le ecoballe. “Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura – ha spiegato De Luca jr – e non intendo essere confuso con altre persone coinvolte, a qualunque titolo, in questa vicenda. Sono certo che tutto sarà chiarito e mi auguro che si ponga termine ad attacchi politici e personali strumentali e violenti”. Con lui indagati, sempre secondo quanto riportato dal Cormez, anche il presidente del Cda di Sma Biagio Iacolare, l'ex consigliere comunale di Ercolano Rory Oliviero.

Vincenzo De Luca: "Sceneggiature impensabili"

Intanto il consigliere delegato di Sma Lorenzo Di Domenico parla di “immagini montate ad arte”. “I video mi ritraggono mentre discuto con un presunto imprenditore presentatosi come Paolo Varotto – racconta – il quale asseriva di poter prendere in carico tutti i fanghi prodotti dai nostri impianti. Dal primo gennaio gli impianti di depurazione sono in emergenza al punto tale che diverse migliaia di tonnellate sono stoccate in attesa di trovare idonea soluzione allo smaltimento. È mio dovere trovare soluzioni che scongiurino un disastro ambientale, anche in deroga alle procedure”. Il suo incarico è stato nel frattempo revocato dall'assessore regionale all'Ambiente Fulvio Bonavitacola.

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