Incendi sul Vesuvio, vertice in Prefettura: "Scongiurare il rischio frane"

Dalla Città Metropolitana arriveranno centomila euro per migliorare la prevenzione in vista dell'autunno. Il Sindaco de Magistris: "C'è chi vorrà lucrare anche sulle bonifiche, lo impediremo"

Il vertice alla Prefettura di Napoli

Un vertice "necessario" per stabilire in sinergia tra le varie istituzioni le soluzioni da adottare per il futuro del Parco Nazionale del Vesuvio devastato dagli incendi. L'incontro in Prefettura tra i sindaci dell'area vesuviana, il sindaco della Città Metropolitana de Magistris, il Prefetto di Napoli Carmela Pagano e le forze dell'ordine è servito "non più a fare la conta dei danni ma a trovare le soluzioni" - spiega il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto. "C'è grande solidarietà tra le istituzioni. Significa avere a cuore il futuro del Vesuvio, una grande risorsa per tutto il territorio, un vero volano di sviluppo economico e sociale. Anche per questo ci batteremo per la rimozione delle cave che ospitano rifiuti, con quelle cave non ci sarà mai sviluppo".

Soddisfatto il sindaco della Città Metropolitana Luigi de Magistris: "Grazie alla sinergia tra i sindaci sono state adottate misure audaci. Bisogna ora soprattutto badare alla prevenzione del dissesto idrogeologico, in vista delle cosiddette bombe d'acqua che ci saranno a settembre. L'ente ex-Provincia destinerà ai Comuni colpiti dagli incendi centomila euro, è una misura che non spettava a noi ma che facciamo con grande buon senso per dimostrare attenzione. Vigileremo anche in futuro, il tavolo continuerà a settembre. Dovremmo essere certi che nessuno lucri sulle bonifiche e sull'eventuale dissesto idrogeologico".

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Il sindaco di Trecase Raffaele De Luca individua una priorità: "Dobbiamo riaprire la strada di accesso al cratere, nel nostro caso via Cifelli. Poi capire come intervenire in caso di forti piogge e rischio idrogeologico. Consideriamo di operare all'interno del Parco, per realizzare laghetti artificiali o vasche di raccolta dell'acqua, sia per contenere il rischio idrogeologico sia per consentire ai contadini della zona di usare acqua per irrigare i terreni". 
 

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