Le Iene intervistano un giovane capo-paranza: "Se muoio almeno ho fatto la bella vita"

Un lungo reportage dal titolo "Le baby gang della Napoli malamente" realizzato da Giulio Golia. Un minorenne si racconta: "Volevo fare il militare, oggi sogno di andarmene da Napoli. Intanto punto la pistola in faccia alle persone ogni giorno"

Nella puntata dell'11 febbraio un lungo reportage dal titolo "Le baby gang della Napoli malamente" è andato in onda durante la trasmissione Mediaset 'Le iene'. L'inviato a Napoli Giulio Golia ha cercato di capire il fenomeno parlando con un giovane capo-paranza, minorenne, che ha raccontato la vita di un branco di giovani criminali napoletani. "Attacchiamo in gruppo perché per mangiare una giraffa ci vogliono venti leoni", dice il ragazzo a volto coperto. "Ho iniziato a undici anni, a 15 avevo già ragazzi più piccoli alle mie dipendenze. Molte volte sono le persone 'per bene', quelli facoltosi, i professionisti, a commissionarci un lavoro. Ci chiedono di picchiare qualcuno per 4-5 mila euro".

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Alle domande di Golia il ragazzo risponde sereno: "Io lo so che morirò presto o finirò in carcere. Intanto ho fatto la bella vita. Guadagno 1500 euro a settimana". Golia intervista anche padre Alex Zanotelli, che spiega: "L'unico valore per questi ragazzi è fare soldi., non ci sono alternative, mancano asili, campetti da calcio, associazioni". L'attore  Carmine Monaco in Gomorra interpreta 'o Track. "Ho sempre visto Scarface, ma non ho mai fatto un tiro di cocaina o un reato", spiega Monaco. "Sono cresciuto in un ambiente difficile ma sono stato fortunato, ho incontrato il regista Di Vaio, che era stato in carcere e mi ha coinvolto, facendomi diventare un attore". Gaetano Di Vaio gestiva una piazza spaccio: "Poggioreale è un moltiplicatore di delinquenza. Ai ragazzi puoi fornire solo strumenti, bisogna parlare con loro". 

Un attore del Nest, Teatro di Napoli Est, in carcere anche lui per 7 anni dopo un tentato omicidio, ora sale sul palco ogni sera e recita nei teatri di tutta Italia. Il giovane dà un consiglio ai giovani napoletani affascinati dal crimine: "Devono capire che prima o poi piangeranno. A loro dico: migliorate. Andate a scuola, in palestra, giocate a calcio, studiate". 

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