53 portalettere napoletani a rischio licenziamento: oggi un incontro a Roma

La direzione di Poste Italiane incontrerà la dirigenza G.S.P, società genovese che a Napoli ha vinto l'appalto battendo la concorrenza di Spedizioni Poste, dichiarando di non voler ricollocare l'intero organico con le stesse mansioni

Continua la protesta dei lavoratori di Spedizioni Poste, la ditta napoletana che per venti anni ha gestito la consegna porta a porta delle lettere, appaltata da Poste Italiane. La società che ha vinto l'appalto su Napoli e che subentrerà, G.S.P di Genova, ha fatto intendere di non poter ricollocare i 53 dipendenti, ma solo parte di essi e con contratti a tempo determinato per sei mesi, con salario e mansionario ridotto. 
La rivendicazione del rispetto dell'articolo 7 (che prevede che la società subentrante in un appalto pubblico ricollochi i lavoratori dell'azienda operante in precedenza) prosegue in Corso Meridionale. Una protesta civile: di tanto in tanto il traffico viene bloccato per pochi minuti, si impedisce l'uscita dei portalettere (solidali) dalla sede delle Poste Italiane. Oggi è in programma un incontro a Roma tra i vertici delle Poste Italiane e la dirigenza di G.S.P: si cercherà una mediazione, con l'ausilio dei sindacati. Domani nella sede della Città Metropolitana di Napoli è previsto un ulteriore confronto. 

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