Giugliano, il progetto per riqualificare la fascia costiera

"Da Liternum a Cuma, il viaggio della speranza"

Abusivismo, ecoballe e roghi. Sembrano solo queste le chiavi identificative di un territorio martoriato e complesso, che però custodisce enormi potenzialità inespresse; colpa forse dell’assenza di scelte e visioni di lungo periodo, che accentuano le difficoltà del territorio.

Con la terza edizione del “Master Architettura|Ambiente” tenutasi a Salerno per sei mesi, i giovani architetti e ingegneri di NewItalianBlood hanno sfidato degrado, precarietà e tensioni sociali per recuperare il potenziale della Campania più prossima al mare attraverso un processo di ricerca progettuale e confronti imprenditoriali, tecnici, istituzionali, perseguendo la rigenerazione urbana, paesaggistica e sociale. La speranza per i litorale Domitio-Flegreo risiede nel recuperare le potenzialità del territorio e metterle a regime con la storia e la bellezza esistente, per creare progetti pilota, sentinelle di rigenerazione, tutela e monitoraggio. Se parliamo di potenzialità turistico-culturali del Litorale Domitio, l’attenzione maggiore va all’archeologia, precisamente all’area di “Liternum’’ nel comune di Giugliano. Ad oggi il parco archeologico non esiste, in quanto non produce attività, non essendo visitabile. Le rovine sono in decadimento, con perdita inesorabile di materia, data la scarsa manutenzione e assenza di interventi di restauro.

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Il parco dovrebbe diventare produttivo, così da creare autonomamente i fondi necessari per la sistemazione dei ruderi, senza essere un peso per la collettività. Nel progetto di rigenerazione non ci si limita ad aprire il parco, rendendo fruibili i monumenti (Foro e Anfiteatro) e creando delle attrezzature di supporto ai visitatori; ma si mette a sistema due eccezionali centri archeologici: Cuma (Pozzuoli) e Liternum (Giugliano), in modo da offrire un’esperienza unica al visitatore. Come si è proceduto al collegamento delle due aree? Semplice, attraverso la vecchia Domiziana, così come accadeva in epoca romana. Si è identificato e recuperato il vecchio tracciato e vi si è affiancato un percorso ciclopedonale da Cuma a Liternum. Il lavoro poteva terminare qui, ma questo collegamento deve diventare un’opportunità per l’intero territorio, coinvolgendo tutte le eccellenze locali; quindi si è deciso con il percorso ciclopedonale di ripercorrere il tracciato della Domiziana nei tratti dove è presente, per poi ramificarsi raggiungendo le altre eccellenze locali: il Lago Patria, le spiagge di Licola e Varcaturo, la pineta, l’insieme dei laghetti artificiali e l’insieme delle masserie e coltivazioni presenti in zona. Il sistema archeologico sarà il pretesto per la riqualificazione di tutto il territorio, è riduttivo considerarlo cristallizzato e isolato. Immaginate un turista che da Cuma percorre il percorso ciclopedonale: ritrova il tracciato romano della domiziana, si ferma nella pineta e nei laghetti, si rifocilla nelle vecchie masserie assaggiando prodotti locali per poi fruire delle ampie spiagge fino al Lago Patria arrivando a Liternum. Intanto è pronta la IV edizione del “Master Architettura|Ambiente” che si svolgerà dal 25 ottobre 2017 a metà marzo 2018 in continuità con le edizioni precedenti e con le analoghe opportunità di borse di studio da parte di NIB (per gli under 35) e di enti istituzionali. Tra le altre quest’anno sono disponibili le borse da 5.000 Euro “Formazione Liberi Professionisti” della Regione Campania.

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