"Giudice, avevamo bevuto vino e mangiato fave": zio e nipote giustificano così la loro notte di follia

Avevano minacciato i clienti di una sala slot e poi, portati in caserma dai carabinieri, si erano lì accaniti contro gli arredi ed un'auto di servizio dei militari

Avevano seminato il panico in una sala slot, minacciando i clienti con un coltello. È la ragione per cui un 22enne e suo zio 38enne, entrambi di Qualiano, sono stati tratti in arresto dai carabinieri alcuni giorni fa. Una notte di follia la loro, che è proseguita in caserma (e con un'ulteriore accusa di resistenza a pubblico ufficiale): calci e pugni agli arredi e alla vetrata di una porta, nonché un calcio – tirato dal giovane – ad una vettura di servizio dei militari.

L'episodio: paura nel centro scommesse

"Abbiamo trascorso la serata mangiando fave e pancetta e bevendo vino – è stata la giustificazione degli arrestati – Siamo dispiaciuti per quanto è successo". Nel corso del giudizio per direttissima zio e nipote, difesi dall'avvocato Mirella Baldascino, si sono mostrati pentiti spiegando di aver agito sotto l'effetto dell'alcol e di non essere lucidi. Il giudice del tribunale di Napoli Nord Lucia Ferraro, nonostante il pm avesse chiesto il carcere per la gravità dei fatti, ha disposto invece l'obbligo di firma. Zio e nipote dovranno comparire nuovamente in tribunale a metà luglio, quando saranno processati con rito abbreviato.

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