Furbetti del cartellino: 27 indagati a Pompei

In otto sono stati sospesi dal servizio. L'accusa per tutti è di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. Alcuni timbravano per i colleghi, altri uscivano senza timbrare

Ancora un caso di assenteismo scoperto in provincia di Napoli. Stavolta a finire nel mirino degli investigatori sono stati alcuni impiegati del comune di Pompei. In totale sono 27 le persone indagate per truffa aggravata ai danni dello Stato e falso in atto pubblico e in otto sono stati sottoposti alla misura cautelare della sospensione dal servizio. L'ordinanza è stata emessa dal Gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della procura locale. La modalità di commissione dei reati era sempre la stessa: alcuni impiegati timbravano per i colleghi mentre altri uscivano dagli uffici comunali senza timbrare per motivi personali.

Per loro timbravano i colleghi compiacenti che permettevano agli assenteisti di risultare in servizio durante la giornata anche se le telecamere dimostravano che erano arrivati molto più tardi a lavoro. In altri casi, tramite pedinamento, gli agenti di polizia del commissariato mariano che hanno eseguito le indagini, hanno scoperto che alcuni andavano in giro per esercizi commerciali della zona senza timbrare e rientrando in ufficio in tempo per l'orario di uscita. Tutta queste attività fraudolente sono state riprese da video e foto scattate dai poliziotti e il materiale compone il corposo fascicolo nelle mani della procura oplontina che contestualmente alle misure cautelari ha anche notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari.  

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