"Non si può morire per negligenza": i funerali delle vittime torresi del ponte Morandi

A celebrare la funzione alle 17.30 anche il cardinale Sepe: "Questa è la vera violenza, contro la persona, contro l'umanità"

(foto Ansa)

Silenzio, poi i rintocchi delle campane e gli applausi all'ingresso in chiesa delle bare. Sono arrivati intorno alle 13, nella Basilica di Santa Croce a Torre del Greco, i feretri di Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione, le quattro giovani vittime torresi della tragedia di Genova.

Tantissime le persone presenti all'esterno, con la funzione che – presieduta dall'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe – è iniziata alle 17.30. A celebrarla con Sepe il parroco di Santa Croce, Giosuè Lombardo, e Giuseppe Sorrentino e Raffaele Del Duce, i sacerdoti delle chiese alle quali appartenevano le vittime.

Le polemiche

Qualcuno all'arrivo delle salme ha urlato "Devono pagare tutto", riferendosi a quelli che verranno definiti dalla magistratura i responsabili di quanto accaduto al ponte Morandi. Poco prima era stato rimosso uno striscione lì dalla prima mattinata: "Di uno Stato strafottente vittime innocenti". Un altro simile era stato rimosso già in precedenza: "Antonio, Matteo, Giovanni e Gerardo... non è stato il fato ma lo Stato!".

"Mio figlio è stato ammazzato", ha dichiarato Roberto Battiloro, padre di Giovanni. "Vittima di un destino beffardo – ha spiegato l'uomo, che è segretario di redazione della Rai di Napoli – ma anche di chi non ha pensato che su quel ponte potevano esserci dei figli di gente oggi disperata". "Ho parlato di omicidio di Stato perché mio figlio non è morto, è stato ucciso – ha aggiunto - perché lo Stato non ha tutelato i suoi cittadini". "Oggi piangiamo i nostri cari – ha concluso Battiloro – ma da domani dobbiamo trovare la forza tutti insieme, con tutti quelli che mi aiuteranno, per cercare di far sì che queste tragedie non accadano più". L'intenzione del padre di Giovanni è di dare battaglia perché le vittime del crollo abbiano giustizia.

La funzione

I familiari – che hanno rifiutato i funerali di Stato, definendoli una "farsa" – sono entrati nella chiesa per primi: sono rimasti da soli fino alle 15 prima che le porte dell'edificio sacro venissero aperte al pubblico. Abbassate le saracinesche degli esercizi commerciali in tutta la zona, segno del lutto cittadino proclamato dal sindaco Giovanni Palomba.

Presenti al funerale molti sindaci della provincia di Napoli, il vicesindaco della Città metropolitana Salvatore Pace, il presidente del Consiglio regionale Rosa D'Amelio. Le spoglie dei ragazzi verranno sepolte, nel nome dell'amicizia che li legava, l'una accanto all'altra nel cimitero di Torre del Greco.

Così il cardinale Sepe nell'omelia: "Non si può, non si deve morire per negligenza, per incuria, per irresponsabilità, per superficialità, per burocratismo, per inedia, perché questa è la vera violenza, è la violenza contro la persona, contro l'umanità".

Le parole del sindaco di Torre del Greco

"Abbiamo proclamato il lutto cittadino – ha affermato il sindaco Giovanni Palomba – informando i torresi con manifesti pubblici. È un giorno di dolore per la nostra città, nel quale ci stringiamo idealmente ai parenti delle vittime, genitori che hanno perso in modo tanto traumatico i loro giovani figli".

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