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Francesco Paolillo morto e dimenticato. Il fratello: "Intitolategli una strada"

 

"Mio fratello è morto quasi da 14 anni e nessuna istituzione si è mai interessata a lui. Da due anni la pratica per intitolare una strada in sua memoria è ferma in Comune". Alessandro Paolillo e il fratello di Francesco, il ragazzino che, nell'ottobre 2005, a 14 anni, morì cadendo da un palazzo in costruzione in via Miranda, quartiere Ponticelli. Da allora, la famiglia chiede che al giovane venga intitolata una strade e di quella zona della periferia orientale napoletana. 

"Mio fratello è una vittima di Stato - sostiene Alessandro - E' caduto da uno dei palazzi costruiti con la legge 219, quella del post terremoto. Un cantiere aperto, pieno di buche, di piloni incompleti, di rischi per i più piccoli del quartiere". Su quello scheletro Francesco ci era salito per salvare un suo coetaneo che rischiava di cadere. Purtroppo, è scivolato ed è finito nel vuoto. Quel cantiere è ancora lì, nelle stesse condizioni del 2005, sotto sequestro della Magistratura ma senza alcuna norma di sicurezza rispettata. "Dal Comune mi avevano detto che era tutto fatto, ma siamo nel 2019 e ancora non si è mosso nulla. A ottobre scorso, al 13esimo anniversario della morte di Francesco, ho chiesto all'Amministrazione di posare un fiore, a mie spese, sull'edicola votiva di via Miranda, ma non è venuto nessuno". 

Alessandra Clemente è l'assessore del Comune di Napoli alla Toponomastica e ha preso in carico l'istanza: "Il Comune ha approvato la proposta di intitolare una strada a Francesco Paolillo, adesso dobbiamo aspettare l'autorizzazione degli altri enti". Se qualcuno dello staff della Clemente vocifera che il 2019 potrebbe essere l'anno buono, l'assessore preferisce non sbilanciarsi, limitandosi a dire che "...il Comune dovrà vigilare perché i tempi siano brevi". 

La famiglia Paolillo aspetta. Alessandro fa visita all'edicola votiva ogni giorno: "Speriamo che non sia l'ennesima beffa per tutti noi".  

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