È morto Fausto Sarli, maestro dell'alta moda italiana

Napoletano, aprì la sua prima sartoria in città alla fine degli anni Cinquanta. Creazioni per regine, mogli di capi di Stato, grandi personaggi del jet-set internazionale come Liz Taylor e Carla Bruni

È morto questa mattina a Roma Fausto Sarli. Ottantatrè anni, è stato uno degli stilisti più creativi dell'haute couture italiana, ma anche uno dei creatori di moda più schivi e riservati. Nato a Napoli il 9 maggio del 1927, abbandonò gli studi in economia per dedicarsi alla moda, la sua vera passione. La sua formazione avvenne presso prestigiose maison dell'epoca, ovvero nelle sartorie di Emilio Schubert e Antonio De Luca. Alla fine degli anni Cinquanta, Sarli fondò un proprio atelier a Napoli. In seguito, incoraggiato dai continui successi aprì un secondo atelier a Roma, in Via Veneto.

Nel 1954 vinse il premio come miglior figurinista di moda, aggiudicato da una giuria di personalità della moda, quali Federico Schubert, Jole Veneziani, Antonio De Luca, Roberto Capucci. Ma la sua consacrazione avvenne nel 1956, con la sfilata di trenta abiti, nella prestigiosa sede della Sala Bianca per l'alta moda a Firenze. Molto apprezzato dalla stampa, tornò a Napoli dove, dopo aver aperto il suo primo atelier d'Alta Moda in Via Filangieri, in un palazzo d'epoca, venne amato dall'aristocrazia partenopea e dalla nuova società nata nel dopoguerra. Il suo stile aveva però varcato i confini di Napoli, così, nel 1959 Sarli decise di aprire una sartoria a Roma, in Via Veneto.

Cominciarono in quel periodo le collaborazioni con la televisione, per personaggi-icona di programmi storici come Giardino d'inverno e Studio Uno. Così sono divenuti celebri gli abiti creati da Sarli per Mina, per le gemelle Kessler, per Ornella Vanoni, Carla Fracci, Valentina Cortese, e in seguito per Carla Bruni e Valeria Mazza, che sono state tra le sue modelle in passerella a Roma. Tra le dive del cinema internazionale, sono state sue clienti Liz Taylor e Monica Bellucci. Ma Sarli ha vestito anche regine, mogli di capi di Stato, grandi personaggi del jet-set internazionale. Renzo Arbore è un collezionista dei gilet di Sarli e alle sue sfilate non mancava mai.

Nel 1998 Sarli aprì uno show-room in via Montenapoleone, e in quella sede gli venne annunciato l'incarico di restaurare gli abiti di Eleonora Duse, dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Una volta tornati a nuova vita gli abiti furono messi in mostra, a Venezia e subito dopo a New York, al Guggenheim Museum. Gli abiti di alta moda di Sarli erano apprezzati soprattutto per la perfezione dei taglio e lo stile impeccabile che coniugava eleganza e spunti diversi, dai temi etnici all'arte. Ben presto le sue clienti divennero le grandi dame dell'aristocrazia e le signore della politica, più in generale tutte le donne più esigenti in fatto di eleganza.

Il suo ultimo appuntamento mondano risale al maggio di quest'anno quando Sarli ha ricevuto dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno la Lupa capitolina alla carriera. Nella cerimonia di consegna del riconoscimento, Silvia Venturini Fendi, presidente di AltaRoma, lo definì "caposcuola della cordata romana dell'alta moda".

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