Ex custodi occupano e vivono negli immobili del Comune

Una storia lunga 40 anni, quella dell'elenco di 30 ex custodi che, ancora oggi, occupano immobili del comune, per lo più scuole. L'assessore D'Aponte ha chiesto lo sgombero dei locali e l'assessore Scotti si sta occupando della complessa vicenda

È stato scoperto un elenco di 30 ex-custodi, ora pensionati, che occupano ancora oggi immobili all’interno di strutture del Comune, si tratta perlopiù di scuole. 
Questa  vicenda ha avuto inizio quarant'anni fa quando una delibera del 1970 stabilì il diritto ad un alloggio permanente ai custodi di scuole, uffici e monumenti del patrimonio comunale. La delibera però, oltre a concedere un locale al custode, prevedeva un alloggio sostitutivo dopo il pensionamento ma fu di fatto cancellata nel 1995, quando era sindaco Antonio Bassolino ed assessore era Mario Di Costanzo. I custodi finirono nelle graduatorie di coloro che cercavano alloggio al pari degli sfrattati ma nel frattempo continuavano ad occupare i vecchi appartamenti di “servizio”. Nel corso degli anni la situazione è diventata cronica perché si è cercato di rimediare facendo pagare agli ex custodi una indennità di occupazione. Il problema si è poi esteso perché in molti casi ai custodi sono subentrati i loro familiari.

Intorno alla vicenda regna il silenzio e gli interessati ora temono di restare senza alloggio e preferiscono attendere il corso delle indagini.

Intanto l’assessore al Patrimonio Marcello D’Aponte ha chiesto gli sgomberi dei locali: "Stiamo vagliando tutti i singoli casi e posso subito dire che laddove ci sono situazioni di bisogno il nostro sistema di Politiche Sociali interverrà cercando di trovare una soluzione al problema dell’alloggio ma sia chiaro che non possiamo continuare a consentire occupazioni indebite del patrimonio dell'Ente. Su questa vicenda –prosegue l’assessore- intendo agire con la massima determinazione, d'intesa col sindaco e con la giunta".

Anche l'assessore alla Legalità, Luigi Scotti si sta occupando della vicenda "Stiamo effettuando tutti gli accertamenti necessari, la situazione è piuttosto complessa. Stando ad un primo bilancio è però emerso che ci sono eredi degli eredi che hanno anche effettuato lavori abusivi. Interverremo sulla questione con dei provvedimenti il prima possibile".
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