Presunto omicida evade da Poggioreale: "È da considerarsi pericoloso"

Era uscito dal reparto per recarsi alla messa all’interno della chiesetta. L'appello delle forze dell'ordine a "chiunque lo vedesse" è di "contattare subito i numeri di emergenza e soccorso pubblico"

Il detenuto evaso

Una clamorosa evasione è avvenuta stamattina dalla casa circondariale di Poggioreale. Il fuggitivo è R.L., cittadino polacco di 32 anni arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli lo scorso dicembre perché sospettato di omicidio.

L'uomo è – vine comunicato dalle forze dell'ordine – alto "180 circa, di corporatura magra, carnagione chiara, con capelli radi castano chiaro; al momento della fuga aveva la barba e un’andatura claudicante". È da considerarsi pericoloso.

IL VIDEO DELL'EVASIONE

L'appello

L'appello delle forze dell'ordine a "chiunque lo vedesse" è di "contattare subito i numeri di emergenza e soccorso pubblico". Sono in corso le sue ricerche da parte di tutte le forze di polizia coordinate dalla Procura della Repubblica.

La fuga

Secondo quanto raccontato dal segretario Osapp, il polacco è fuggito dal reparto Milano alle 10.30 di stamane, scappando con una corda fatta di lenzuola. Era uscito dal reparto per recarsi alla messa all’interno della chiesetta, insieme ad un altro centinaio di detenuti.

Il triste primato

Si tratta, in cento anni di storia, della prima evasione mai riuscita dal penitenziario partenopeo.

L'accusa a carico di R.L.

L'uomo scappato è il 32enne polacco R.L., ritenuto responsabile dell'omicidio di Iurii Busuiok, muratore 36enne di origine ucraina, incensurato, il cui cadavere è stato trovato la sera del primo dicembre 2018 in via Mario Pagano, con evidenti segni di coltellate alla gola e al torace. Il 32enne è stato individuato cinque giorni dopo e fermato dagli agenti della Squadra mobile e dai carabinieri della compagnia Napoli Stella, con l'accusa di omicidio aggravato.

Perché il 32enne era in carcere

Interrogato, è stato condotto in carcere, a Poggioreale, dove è rimasto fino a questa mattina fino alla fuga al di là del muro di cinta sul versante della casa circondariale che dà su via Francesco Lauria.

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