“Come ti sei permesso di comprare quella terra”: estorsione per il clan Russo, tre arresti

L'anno scorso avrebbero preteso la tangente per l'acquisto di un terreno effettuato negli anni '90

La polizia ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di Antonio Russo, Bernardo Murano e Antonio Sorrentino, ritenuti responsabili, a vario titolo e ruolo, di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. In particolare dalle indagini è emerso che nel marzo del 2018 gli arrestati hanno minacciato, a più riprese, un imprenditore attivo nel settore ortofrutticolo, operante nel territorio agro nolano, imponendogli il versamento di una tangente estorsiva, per aver acquistato alla fine degli anni ‘90, un terreno in località San Paolo Belsito, nelle immediate vicinanze della residenza storica della famiglia camorristica dei Russo.

Le indagini

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed eseguite dalla Squadra Mobile, hanno documentato che Antonio Russo, reggente dell’omonimo clan, in un primo momento ha fatto minacciare l'imprenditore tramite i due complici-emissari per poi convocare, in aperta campagna vicino ad un noccioleto, la vittima costringendola a pagare una tangente estorsiva di cinquemila euro invece dei ventimila euro inizialmente richiesti, affermando testualmente: “Come vi siete permesso di acquistare la terra in questa zona, quella è la terra che deve appartenere alla mia famiglia” . La somma richiesta veniva consegnata dalla parte offesa, pochi giorni dopo all’interno di una busta, nei pressi di un distributore di benzina della zona, nelle mani di Murano designato da Russo a ritirare il denaro.

Il clan Russo 

Antonio Russo è il figlio del più noto Pasquale, detenuto da tempo in carcere dopo numerosi anni di latitanza, fondatore e capo, unitamente al fratello Salvatore Andrea, dell’omonimo sodalizio camorristico, la cui esistenza ed operatività nell’area agro nolano è stata riconosciuta da vari provvedimenti giudiziari, anche definitivi. Antonio Russo, gravato da precedenti penali e di polizia specifici, era sottoposto dal 2017 alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S.

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