Esplosione via Don Minzoni, il commento: "A Napoli emergenza abitativa"

Il figlio della vittima aveva pianificato tutto. La donna, 66 anni il mese prossimo, si chiamava Rita Recchione

Il luogo dell'esplosione

"Mi faccio saltare in aria". Sono le parole che Antonio C., 32 anni, avrebbe confessato ai suoi vicini per il giorno dello sfratto dal suo appartamento di via Don Minzoni, a Montesanto, previsto per il prossimo 12 ottobre.

Ieri, la tragedia. Nell'esplosione è morta sua madre Rita Recchione, quasi 66 anni, ed è rimasta gravemente ferita sua sorella Francesca C., 34 anni. Ferito anche un passante.

L'esplosione in via Don Minzoni

A creare il rudimentale ordigno che avrebbe potuto fare una vera e propria strage è stato lo stesso 32enne. L'ufficiale giudiziario, in visita ieri, ha lasciato l'appartamento ed è avvenuta l'esplosione.

Pare non pagassero l'affitto ormai da quasi un anno, e il proprietario aveva intimato loro di mettersi in regola. Prima le urla nei riguardi dell'ufficiale giudiziario, poi – andato via questi – la tragedia. Pare la madre volesse evitare l'esplosione. Ci ha rimesso la vita.

Le testimonianze: "Abbiamo sentito il boato. Poteva essere una strage"

L'edificio intanto, tutto dello stesso proprietario, è stato evacuato. Ventotto inquilini hanno passato la notte altrove, in attesa di verifiche.

I figli della signora Rita sono salvi soltanto grazie ad alcuni agenti di polizia, andati a prendere lettighe al vicino Vecchio Pellegrini: a causa delle auto in sosta selvaggia il 118 non è potuto intervenire.

Il commento di Andrea Cozzolino

"A Napoli siamo di fronte a un’autentica emergenza abitativa, di ordine qualitativo e quantitativo": così l'eurodeputato campano Andrea Cozzolino. Quanto avvenuto in via Don Minzoni è per Cozzolino "un episodio gravissimo e sintomatico del degrado che affligge larghe porzioni del capoluogo". La richiesta, a Palazzo San Giacomo, è di impegnarsi in un "grande piano per la riqualificazione del centro storico dove la qualità delle abitazioni è ancora troppo spesso al di sotto della soglia di decenza. Gli abitanti e i cittadini di Napoli hanno il diritto di vivere in case sicure sotto l’aspetto strutturale e dei servizi. Gli strumenti per finanziare i progetti ci sono, sia a livello italiano che europeo. Per intercettarli sarebbe sufficiente che l’attuale amministrazione comunale aprisse tavoli di dialogo e di lavoro con i soggetti erogatori cercando di garantire tempi e modalità concrete. Purtroppo invece assistiamo a quotidiane lamentazioni del tutto sterili al fine di risolvere i complessi problemi della città".

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