Emilio Fede condannato: "Chiederò la grazia. Vorrei i domiciliari a Napoli"

Così l'ex direttore del Tg4: "Sono psicologicamente frantumato. Spero di restare agli arresti a Napoli, dove la gente mi è vicina"

(Emilio Fede / foto De Cristofaro)

"Sono psicologicamente frantumato, valuto di chiedere la grazia al Capo dello Stato": così Emilio Fede rivela ad AdnKronos il suo stato d'animo dopo la condanna in Cassazione a 4 anni e 7 mesi di reclusione per favoreggiamento della prostituzione - nell'ambito delle serate nella villa di Silvio Berlusconi. "Chiederò all'autorità di vivere agli arresti domiciliari nella casa di mia moglie Diana, a Napoli. Sono molto legato a questa città, dove la gente mi manifesta vicinanza. Poi spero di ottenere l'affidamento ai servizi sociali: vorrei occuparmi di anziani o di ragazzi con difficioltà". 

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