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"Sommersi da rifiuti e topi", protesta a Torre del Greco

 

A pochi chilometri da Napoli sembra essere tornati all'emergenza del 2008. A Torre del Greco la raccolta rifiuti è paralizzata da mesi, i punti ecologici sono al collasso, le strade sono invase da sacchetti di ogni tipo, compresi quelli dell'umido che attirato topi in pieno centro città. E poi ci sono le scuole, i cui ingressi sono ostruiti dall'immondizia.

Ed è proprio da una scuola, la Giampiero Romano, che è partita la manifestazione di studenti, genitori e associazioni per chiedere un intervento immediato delle istituzioni: "La situazione è questa da cinque mesi - afferma una mamma - i nostri ragazzi si ammalano, il cattivo odore ha invaso la città".

A questo punto ci si è arrivati dopo un lungo braccio di ferra sindacale. I problemi sono nati quando nel Comune vesuviano si sono avvicendate due aziende per la raccolta, la Gema e la Buttol. Quest'ultima, da contratto, avrebbe dovuto riassorbire i 124 lavoratori. Ne sono stati riassunti, invece, solo 119, a causa dei problemi giudiziari dei restanti cinque: tre sono in carcere per omicidio, uno per rapina e un altro è sotto processo per truffa. Nonostante ciò, il sindacato ha fatto muro, portando, di fatto, alla paralisi del ciclo.

"In 8 anni di attività non ci siamo mai imbattuti in una situazione del genere - sostiene Vincenzo Capasso, presidente dell'associazione ambientalista Let's do it Italia - Torre del Greco non può restare ostaggio di un sistema camorristico". Nei giorni scorsi, dopo il suo interessamento alla vicenda, Capasso è stato raggiunto da alcune telefonate minatorie.

La manifestazione ha coinvolto un migliaio di persone ed è giunta fino al Comune. Il sindaco Giovanni Palomba ha assicurato da 48 ore la stasi è superata e ha promesso: "Entro 72 ore torneremo alla normalità". 

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