Giustizia, migliaia di condanne non eseguite: Orlando invia gli ispettori a Napoli

La decisione del ministro della Giustizia segue la denuncia del vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. Il pg Luigi Riello: "Situazione diversa dal resto d'Italia, summa di problemi e positività"

Il palazzo di giustizia

Decine di migliaia di sentenze di condanna non eseguite. A puntare il dito contro la difficile situazione dell giustizia in città è il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. Andrea Orlando, ministro della Giustizia, ha chiesto all'ispettorato del dicastero di svolgere accertamenti sul distretto partenopeo per comprendere le ragioni del problema.

"La richiesta di un approfondimento – spiega l'esponente del governo Renzi – nasce dal fatto che i numeri indicati dal presidente della Corte d'Appello non possono che preoccupare. Stiamo prevedendo una serie di misure di rafforzamento della presenza del personale di cancelleria, ma distretti che hanno uguali scoperture non hanno accumulato questo ritardo nella notifica delle sentenze". "Credo - ha concluso Orlando - che sia giusto capire anche come si può aiutare ulteriormente l'ufficio al di là, appunto, della copertura del personale di cancelleria".

"Napoli è un'emergenza nazionale – sottolinea anche il procuratore generale Luigi Riello – anche se faremmo volentieri a meno di avere questo primato. La situazione del distretto di Napoli non ha pari in Italia se confrontato con quelli di Roma, Reggio Calabria, Palermo, Milano". "Napoli Nord da sola agisce su un milione di abitanti – prosegue Riello – E poi c'è Torre Annunziata. Sono tutte sedi importanti".

Il Pg ha citato ognuno degli aspetti su cui è impegnata la magistratura: la criminalità organizzata, quella comune, quella minorile, l'emergenza ambientale "senza precedenti e in tessuto sociale difficile e disastrato". Problemi affrontati con "risultati positivi", come dimostra anche "la vicenda di Colangelo", ovvero del procuratore capo a Napoli che ha subito minacce di morte. La soluzione per Riello è che a Napoli venga realizzato "un progetto pilota"

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Il consigliere Antonello Ardituro ha parlato di una "scopertura degli organici dei magistrati quantificabile tra il 20 e il 40 percento", mentre per Francesco Cananzi, "è vincente l'idea che il distretto di Napoli diventi un laboratorio, sia per i cittadini che per gli uffici giudiziari". "Inutile parlare di miglioramento della produttività – ha aggiunto inoltre Lucio Aschettino – se non ci sono esiti conclusivi". Il magistrato ha quindi ricordato l'allarme lanciato da Colangelo sugli archivi della procura partenopea, al momento in Umbria ma che dovranno essere spostati perché la convenzione con l'ente che li gestiva sta per finire: "Sono diecimila metri lineari di archivi, non si sa come fronteggiare questa esigenza".

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