Dottoressa picchiata al Don Bosco, la vittima: "Sono schifata"

Il chirurgo stava svolgendo la consulenza in pronto soccorso, quando una donna l'ha colpita al volto con un pugno che le ha rotto il setto nasale

L'episodio della dottoressa malmenata, la scorsa notte, presso il pronto soccorso del San Giovanni Bosco, sta tenendo particolarmente banco in queste ore. Sono numerosi infatti gli attestati di solidarietà alla donna, tra questi anche quello da parte del governatore Vincenzo De Luca.

Il chirurgo stava suturando il braccio di un giovane tagliatosi in un incidente domestico, e aveva chiesto venisse allontanata una parente che stazionava davanti alla sala suture. La donna, secondo la ricostruzione degli addetti dell'ospedale che erano lì, l'ha aggredita prendendole a pugni il volto e rompendole il setto nasale. La prognosi per lei è di almeno 30 giorni.

L'aggressione al Don Bosco

La dura reazione dell'Asl Napoli 1

"L'aggressione di questa notte è un gesto vile e indegno – ha fatto sapere il direttore generale dell'Asl Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva – Ho sentito la dottoressa e le ho personalmente garantito che l'azienda è e sarà al suo fianco anche in tribunale. Niente può giustificare quanto accaduto, un fatto che al di là del trauma fisico ed emotivo cagionato, mette a rischio l'assistenza".

"Chi ha aggredito la dottoressa – ha aggiunto ancora Verdoliva – ha aggredito ciascun medico, ciascuna infermiera e operatore dell'Asl Napoli 1 Centro, ma soprattutto ha tolto ad altri pazienti il diritto di essere assistiti". È in corso una verifica interna volta a ricostruire quanto accaduto.

Le parole di Vincenzo De Luca

"Desidero esprimere la mia solidarietà e vicinanza alla dottoressa dell'ospedale San Giovanni Bosco che ha subito la scorsa notte una vile e gravissima aggressione – ha detto invece il presidente della Campania Vincenzo De Luca – Ancora un atto di violenza nei confronti di un medico che sta svolgendo con impegno e dedizione il proprio lavoro, e ancora nel pronto soccorso dell'ospedale. Solidarietà anche all'intero personale medico e sanitario che lavorano nel presidio. Ancora una volta, nel ripetersi di episodi che condanniamo e denunciamo, ricordiamo che da oltre un anno abbiamo presentato la richiesta formale, tramite la Prefettura, per l'istituzione di un posto di polizia al San Giovanni Bosco. Episodi come quello di stanotte non sono più tollerabili".

"Stava facendo il suo dovere e le hanno rotto il naso"

Dura anche la reazione del consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanità Francesco Emilio Borrelli: "Era al lavoro, stava compiendo il suo dovere, le hanno rotto il setto nasale a pugni. Il nuovo capitolo della vergogna delle aggressioni al personale degli ospedali arriva dal San Giovanni Bosco – spiega – La malcapitata ha presentato denuncia ai carabinieri e l'Asl ha annunciato che si costituirà parte civile nel procedimento. Una decisione sacrosanta. Oramai si è superato ogni limite". Anche da parte sua la richiesta è di un presidio fisso di polizia nel nosocomio.

La reazione del medico: "Sono schifata"

La donna ferita intanto ha fatto sapere di essere "schifata" ma anche di voler tornare quanto prima a lavorare, questo soprattutto perché nell'ospedale c'è carenza di personale.

"Sono schifata ma, come ho detto a mia madre che mi ha chiamato dalla Calabria, non ho paura e spero di tornare presto a riempire la mia casella nei turni del pronto soccorso, perché siamo in pochi e lavoriamo al limite - ha affermato all'Ansa Adelina Laprovitera, il medico aggredito - Ho una frattura alle ossa nasali ma fortunatamente pare che non dovrò operarmi. Sto facendo gli esami, oggi faccio la paziente".

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