Atti vandalici, distrutta la sede del progetto "Melasana" a favore di persone autistiche

Buttata giù, con un'esplosione provocata da ignoti, la casina in cui i ragazzi avevano tutti gli attrezzi utili alla coltivazione della terra

La casina distrutta

Atti vandalici contro la sede del progetto "Melasana" sviluppato in favore di ragazzi affetti da autismo. Completamente demolita con un'eplosione, la casetta di pertinenza del terreno all'interno della quale i giovani si preparavano e custodivano gli attrezzi utli alla coltivazione della terra, oltre ad usufruire dei servizi igienici. La denuncia arriva dagli operatori della Cooperativa che promuove il progetto. 

"Nei giorni scorsi - si legge in una nota - gli operatori ed i ragazzi con autismo del “Progetto Melansana della Cooperativa TMA Group Metodo Caputo Ippolito accompagnati dai ragazzi con autismo che seguono quotidianamente, si sono recati come ogni giorno a Massa di Somma sul terreno adibito allo svolgimento delle proprie attività. Giunti sul posto hanno trovato davanti a loro uno scenario indegno: la casetta di pertinenza del terreno all'interno della quale i ragazzi effettuavano tutte le attività preparatorie ed usufruivano dei servizi igienici, è stata demolita da un’esplosione provocata da ignoti. All’interno del casotto erano custoditi altresì tutti gli attrezzi che i ragazzi utilizzavano quotidianamente per il loro lavoro di coltivazione del terreno. Attrezzi che avevano un discreto valore economico e che sono stati sommersi dalle macerie prima, ed inghiottiti dalla voragine creata alla base della pavimentazione dall’esplosione poi".

"Tutto ciò - denunciano ancora gli operatori - ha reso impossibile lo svolgimento delle normali attività quotidiane e renderà molto difficile il ripristino dello status quo ante. Ciò significherebbe infatti dover sopportare spese cospicue, garantite finora solo da un finanziamento ministeriale che ha permesso l’implementazione e lo svolgimento del progetto “Coltiviamo i nostri sogni”, che prevede la realizzazione delle attività effettuate sul luogo dell’accaduto. I fondi per il nuovo approvvigionamento della strumentazione necessaria, dovrebbe essere a totale carico della Cooperativa Sociale TMA Group Metodo Caputo Ippolito, promotrice del progetto: sforzo economico difficilmente realizzabile da una piccola compagine che opera in totale assenza di lucro".

IL PROGETTO: "Il progetto “Coltiviamo i nostri sogni”, ideato e realizzato dagli operatori della  Cooperativa Sociale TMA Group Metodo Caputo Ippolito con sede in Casoria (NA), vede al centro attività svolte con lo scopo di favorire una graduale e proficua integrazione sociale di bambini/ragazzi affetti da disturbo mdello spettro autistico.  Come già accennato, esso è stato presentato al Ministero della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici” risultando tra i progetti vincitori che si sono aggiudicati un finanziamento ministeriale per l’attuazione delle attività. Tra circa 700 progetti presentati, “Coltiviamo i nostri sogni” si è classificato al 16.mo posto. Esso prevede la presenza di operatori formati secondo il Metodo TMA Caputo Ippolito e di 15 ragazzi diversamente abili, costantemente seguiti nello svolgimento delle attività progettuali che tendono a favorire l’apprendimento di un’attività lavorativa. Lo scopo ultimo è quello di permettere il raggiungimento di una discreta autonomia dei ragazzi coinvolti nello svolgimento delle attività quotidiane, oltre che la già evidenziata integrazione sociale. Nel dettaglio, all’interno del terreno concesso dal Comune di Massa di Somma oggetto degli atti esposti in precedenza, i ragazzi sono stati impiegati in un lungo e faticoso lavoro di bonifica e successiva coltivazione di prodotti ortofrutticoli. I prodotti coltivati sono stati successivamente raccolti e commercializzati utilizzando un nuovo Marchio Commerciale opportunamente ideato e registrato, denominato “Melansana”. Il progetto sembrava procedere nella giusta direzione, migliorando di fatto la situazione dei ragazzi coinvolti, che hanno potuto sperimentare nuove attività.

LA SOLIDARIETA: "Un tale attacco vile ed ingiustificabile, rischia di vanificare il lavoro di mesi, impedendo agli operatori di proseguire nel loro faticoso cammino ed ai ragazzi il percorso di crescita tanto auspicato anche dalle loro famiglie. Intanto i primi aiuti arrivano dalle stesse associazioni che si occupano di Autismo, la prima a fornire cortese contributo è stata la Fondazione “Oltre il Labirinto” Il Direttore Generale dr. Mario Paganessi ha subito trasmesso un messaggio di solidarietà a nome di tutta la Fondazione che ha inviato anche un fattivo contributo economico per sostenere la ricostruzione o comunque per riavviare al più presto le attività per i nostri ragazzi speciali. Chi fosse interessato a contribuire al ripristino delle attività può contattare la Cooperativa al sito melasana.com"

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