"Festa islamica del Sacrificio", porta in giro un capretto legato: denunciato

A riportare la vicenda sono i Verdi Salvatore Iodice e Francesco Borrelli e l'associazione Animalisti Italiani

Aveva legato un capretto su di un passeggino, secondo gli autori della denuncia in occasione della Festa del Sacrificio celebrata dalla comunità islamica. "Grazie all’intervento del consigliere municipale Salvatore Iodice, le forze dell’ordine hanno potuto constatare il maltrattamento animale": è quanto riporta in una nota Rinaldo Sidoli, dirigente di Animalisti Italiani onlus.

"L'animale era visibilmente sofferente e con l’arrivo della polizia e successivamente dell’Asl, siamo riusciti a liberarlo – spiega Salvatore Iodice, consigliere dei Verdi della II Municipalità – Ero in macchina lungo via Annunziata e ho visto due persone che spingevano un passeggino. Ho visto delle zampe e mi sono allarmato. Mi sono reso conto che era una capra. Gli ho chiesto di liberare l’animale. Loro si sono opposti e ho chiamato la polizia. È una barbarie fuori dal mondo camminare con un animale legato in quel modo. Siamo per libertà di culto ma non permettiamo a nessuno di torturare animali. La polizia ha fatto controlli sulle persone fermate e hanno chiamato l’Asl. È scattata la denuncia per maltrattamento di animali”.

Così sulla vicenda Francesco Emilio Borrelli, sempre dei Verdi: "Abbiamo immediatamente attivato un pattugliamento dei volontari dei Verdi per evitare che in qualsiasi luogo della città vengano maltrattati e sacrificati pubblicamente animali in occasione di questa festa. La libertà di culto è uno dei pilastri della nostra Costituzione. Tuttavia non possiamo consentire che in nome di un rito religioso si commettano violenze ai danni di animali. In Italia la violenza sugli animali e la macellazione in pubblico sono assolutamente vietati per fortuna. Non sarà certo un rito religioso a renderli legali”.

“Da oggi fino al 25 agosto – puntualizza Sidoli di Animalisti italiani – la comunità islamica celebra l’Eid Al Adha, in questa occasione vengono sacrificati agnelli e capretti mediante lo sgozzamento. Siamo fermamente convinti che il Governo debba rivedere con urgenza le norme sulla macellazione rituale e, quindi, di vietarla se non c’è previo stordimento. Nel nome di un Dio viene perpetra una violenza ingiustificabile che non ha nulla a che vedere con la libertà di culto. Nella macellazione rituale l’animale deve essere cosciente al momento dell’uccisione, girato su sé stesso e sottoposto a recisione di trachea ed esofago per consentire il lento dissanguamento. È una pratica cruenta che deve essere superata con metodi alternativi quali l’elettronarcosi".

La pratica è permessa in Italia per quella che viene definita da Emanuela Bignami, responsabile nazionale randagismo di Animalisti Italiani onlusm "una assurda deroga". "Le religioni dovrebbero portare pace e non sangue e morte per mano di sadici esaltati – prosegue – Invitiamo le autorità a verificare che queste attività avvengano solo all’interno di un macello autorizzato, non nella modalità familiare e fai-da-te, pratica illegale e perseguibile per legge".

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