Filmato aggressione ad un minorenne nella pineta: denunciata la gang

Sono sei i presunti bulli, tra i 14 e i 17 anni, che la polizia ha identificato e denunciato oggi a piede libero per l'episodio avvenuto lo scorso 8 maggio

Un frame del video

Sono stati denunciati in stato di libertà i ragazzini, tra i 14 e i 17 anni, ritenuti protagonisti dell'inquietante video apparso oggi sui social network in cui, nella pineta all'Arenella, bullizzano e aggrediscono un loro coetaneo.

È stata la Quarta Sezione della Squadra Mobile di Napoli insieme al Commissariato Arenella a procedere alla denuncia per i reati di minacce aggravate e lesioni aggravate nei riguardi di cinque minori. Un sesto ragazzino, di 13 anni, è stato denunciato invece per il reato di cyberbullismo: si tratta dell'autore del filmato.

Gli investigatori della Polizia, appresa stamattina la notizia della divulgazione del violento video, hanno avviato indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni. I presunti autori sono stati rapidamente identificati e raggiunti, e i loro cellulari sequestrati. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, il motivo dell'aggressione è da ricondurre ad un litigio avvenuto all’interno di un gruppo WhatsApp tra la vittima ed uno degli aggressori. Quest’ultimo, dopo ripetute minacce via social, aveva deciso di passare ai fatti attirando con l'inganno la vittima nel luogo dove sarebbe poi avvenuta l'aggressione. L'episodio del video risale allo scorso 8 maggio.

Video agghiacciante nella pineta dei Colli Aminei

I commenti alla violenza

A denunciare per primi i fatti, nella giornata di oggi, sono stati la consigliera comunale Laura Bismuto e il consigliere della terza Municipalità Gennaro Acampora.

"Mi è appena stato girato un video agghiacciante, di scene di bullismo e di violenza gratuita tra adolescenti del mio quartiere, dei Colli Aminei, della cosiddetta Napoli bene – sono state le parole di Laura Bismuto – Un branco di forti con i deboli accanirsi su uno, uno soltanto". "Come madre, prima che come consigliera comunale e come presidente della Commissione Giovani e Polizia locale della città di Napoli, non avrò pace – ha aggiunto – finché non saranno individuati gli attori di questo orrore e intercettati i genitori di queste anime miserabili. Non è mai piacevole parlare in questi termini di giovanissimi, ma in questo caso parliamo di fortunati, di ragazzi cresciuti in contesti agiati e forniti di tutti gli strumenti, ho già allertato le forze dell’ordine".

"Un atto di bullismo in pieno pomeriggio – ha scritto invece Gennaro AcamporaLa cosa paradossale, che dalle voci si sente qualcuno che dice 'mi hai ripreso' mentre lo picchiava, altri che si facevano forti con ulteriori calci e pugni solo perché erano in tanti contro uno". "I cittadini tutti, le persone che conoscono i fatti non possono restare indifferenti a tutto ciò – ha proseguito il consigliere – Bisogna denunciare, bisognerà coinvolgere maggiormente le forze dell’ordine perché credetemi chi si comporta in quel modo è delinquente ed oggi sono schiaffi, un domani potrebbe essere altro".

Sulla vicenda è intervenuto anche Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità. "Una violenza non comune, atteggiamenti da "adulti", linguaggi e modi di fare che ci pongono tante domande ed un grande senso di rabbia - ha spiegato - Lo dico senza nessun perbenismo, i litigi tra ragazzi molto giovani non sono rari e ci interrogano sui modelli di socialità che produciamo. Questa dinamica però è allucinante, è squadrista, è da peggiore "rocchia" da bar. La responsabilità genitoriale è enorme, quella della società altrettanto. Fin troppe volte assistiamo ad episodi di cronaca che coinvolgono giovanissimi, fiumi di parole, opinionisti che puntano il dito di volta in volta contro genitori, periferie, giovanni annoiati, responsabilità soggettive o collettive di un mondo con modelli di riferimento troppo violenti o sbagliati. La verità o il punto di vista giusto non esiste, scendiamo tutti dai piedistalli, proviamo a parlare con questi ragazzi, mettiamo al centro l'educazione dei nostri figli e delle nuove generazioni. Non indigniamoci e basta, ma proviamo tutti a rendere ogni giorno le nostre città un posto migliore e a misura di bambino. Un bambino felice sarà un uomo migliore".

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