Vendevano “duje vongolelle” avariate: 21 denunciati
Una vasta operazione contro il dilagante fenomeno della pesca di frodo i cui prodotti vengono immessi sul mercato mettendo seriamente a rischio la salute pubblica ha portato alla denuncia di 21 persone, tutte in provincia di Napoli
di Redazione 24/02/2010
Una maxi operazione, denominata "operazione duje vongolelle" per la risposta che davano i rivenditori sorpresi a vendere prodotti ittici considerati pericolosi per la salute pubblica, che ha portato alla denuncia di 21 persone.
Si è trattato di una vasta operazione contro il dilagante fenomeno della pesca di frodo i cui prodotti vengono immessi sul mercato mettendo seriamente a rischio la salute pubblica. Ventuno le persone denunciate all'autorità giudiziaria con le accuse, a vario titolo, di pesca di frodo, vendita di prodotti ittici pericolosi per la salute pubblica e tenuti in cattivo stato di conservazione.
Dagli accertamenti, infatti, sono scaturite numerose violazioni alle norme in materia di pesca e legate all'aspetto sanitario che hanno portato al deferimento all'autorità giudiziaria competente di 21 persone tra pescatori di frodo e venditori ambulanti, con il sequestro di frutti di mare di vario genere per un totale di 700 chili per un valore commerciale pari a 12mila euro. I pescatori di frodo sottoposti al controllo per giustificare la loro azione illecita dicevano ai rappresentanti delle forze dell'ordine che avevano pescato e posto in vendita semplicemente "duje vongolelle per fare gli spaghetti alle vongole". I frutti di mare recuperati sono stati distrutti mediante affondamento in alti fondali con l'utilizzo di due mezzi in dotazione ai carabinieri e alla Guardia Costiera.
I commercianti interessati dall'operazione sono dei comuni di Torre del Greco, Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano, tutti in provincia di Napoli, scoperti dai carabinieri della sezione Navale di Torre del Greco, agli ordini del luogotenente Vincenzo Amitrano e del capitano Pierluigi Buonomo, e dai militari della Guardia Costiera guidati dal comandante Gaetano Angora con il coordinamento del lungotenente Raffaele Fiorillo.
Si è trattato di una vasta operazione contro il dilagante fenomeno della pesca di frodo i cui prodotti vengono immessi sul mercato mettendo seriamente a rischio la salute pubblica. Ventuno le persone denunciate all'autorità giudiziaria con le accuse, a vario titolo, di pesca di frodo, vendita di prodotti ittici pericolosi per la salute pubblica e tenuti in cattivo stato di conservazione.
Dagli accertamenti, infatti, sono scaturite numerose violazioni alle norme in materia di pesca e legate all'aspetto sanitario che hanno portato al deferimento all'autorità giudiziaria competente di 21 persone tra pescatori di frodo e venditori ambulanti, con il sequestro di frutti di mare di vario genere per un totale di 700 chili per un valore commerciale pari a 12mila euro. I pescatori di frodo sottoposti al controllo per giustificare la loro azione illecita dicevano ai rappresentanti delle forze dell'ordine che avevano pescato e posto in vendita semplicemente "duje vongolelle per fare gli spaghetti alle vongole". I frutti di mare recuperati sono stati distrutti mediante affondamento in alti fondali con l'utilizzo di due mezzi in dotazione ai carabinieri e alla Guardia Costiera.
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I commercianti interessati dall'operazione sono dei comuni di Torre del Greco, Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano, tutti in provincia di Napoli, scoperti dai carabinieri della sezione Navale di Torre del Greco, agli ordini del luogotenente Vincenzo Amitrano e del capitano Pierluigi Buonomo, e dai militari della Guardia Costiera guidati dal comandante Gaetano Angora con il coordinamento del lungotenente Raffaele Fiorillo.
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