Acqua a Marano, il Comune ha debiti per undici milioni
Errori derivanti dalla precedente amministrazione. Adesso si cerca un'intesa con EniAcque e Arin, i gestori di servizi idrici per scongiurare tagli e pignoramenti
Numeri alti, altissimi. Eppure confermati. Il debito accumulato negli anni dal Comune di Marano sul fronte delle forniture idriche fa paura: ben undici milioni e trecentomila euro, di cui 8milioni e 700mila contratti con EniAcque e 2 milioni e 500mila con l'Arin. Da qualsiasi punto di vista lo si voglia guardare, resta un vero disastro. In queste ore, il dirigente dell'area economica finanziaria Domenico De Biase parla chiaramente: nei prossimi giorni serve un miracolo. Si cercherà infatti di raggiungere un'intesa con i gestori di servizi idrici al fine di scongiurare nuovi pignoramenti, penali e l'arrivo anche di una commissione ad acta la cui nomina e presenza costringerebbe l'Ente al taglio definitivo dei servizio e all'aumento delle imposte. L'azienda infatti può far benissimo valere il decreto ingiuntivo pari a 8milioni e più, cifra maturata per il mancato pagamento delle acque reflue fino al 2006. Debiti, a quanto pare, maturati dalla precedente amministrazione - come spesso accade - e che ora persone innocenti sono costrette ad onorare. Un fardello del genere, in fondo, può pregiudicare pesantemente l'azione amministrativa di qualsiasi classe politica, anche quella più volenterosa che non sa come uscire dalla situazione disastrosa. Dunque, si lavora con EniAcque, ma un accordo per ora appare difficile. Stesso discorso per il pagamento degli anni a partire dal 2007, il periodo in cui si insediò la giunta Perrotta. I dati, comunque, sono abbastanza allarmanti. Il quadro complessivo parla poi di sprechi e mancati incassi. Basta dare uno sguardo a come funziona l'intero
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fatturazione. In più, le utenze iscritte a ruolo sono 15mila e settecento a fronte di 23 mila contratti Enel. A questo punto, oltre al pagamento del debito, si rende necessaria anche un'azione che vada a inviare l'avviso di distacco ai morosi e a contrattualizzare chi furbamente non paga ma si serve del servizio in silenzio.
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