Via Duomo, crolla cornicione: muore un commerciante

L’uomo era stato trasportato al pronto soccorso del Cto. Il crollo è avvenuto da un quinto piano. La disperazione della moglie

Crollo via Duomo (Foto Ansa)

Rosario Padolino, 66enne residente nel quartiere Stella, titolare di un negozio di abbigliamento di via Duomo, stava passeggiando, quando a poche centinaia di metri dal suo esercizio commerciale, è stato colpito dai calcinacci che si sono staccati dal quinto piano di un edificio. La corsa al Cto è stata vana, il 66enne è deceduto poco dopo il suo arrivo in ospedale, per le gravi ferite riportate dall'impatto con i calcinacci.

Testimonianze

"Non pensavo potesse morire, mi rispondeva. Gli tenevo il braccio, che era fratturato", spiega Luca Rosolio, titolare di una merceria di via Duomo, che ha soccorso Padolino. Maurizio Palma, vicepresidente del comitato dei residenti di via Duomo: "Aveva una ferita in testa, non profonda, non pensavo che potesse non farcela. Era stimato da tutti. Non si può morire così".

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Disperati i familiari

"L'amore se ne è andato in cielo e non mi ha salutato. Non ci credo, sono disperata", scrive sui social Grazia Ragozzino, moglie del commerciante, sconvolta per quanto accaduto al marito. Tanti i messaggi di solidarietà. Padolino era stato promotore in passato di svariate iniziative per la riqualificazione dell'area di via Duomo e via Foria in particolare.

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Sgombero

Carabinieri e Vigili del Fuoco hanno chiuso la strada per mettere in sicurezza l'area. Trenta nuclei familiari, residenti nel palazzo di via Duomo, dal quale si sono staccati i pezzi di cornicione, sono stati sgomberati. La magistratura ha infatti autorizzato i lavori di immediata messa in sicurezza della facciata dello stabile.

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"Mio figlio ucciso una seconda volta"

"E' come se avessero ucciso mio figlio una seconda volta", è il commento, dopo aver appreso l'accaduto, di Umberto Giordano, papà di Salvatore, il 14enne morto nel 2014 dopo essere stato colpito da calcinacci crollati dalla Galleria Umberto. A riferirlo è Angelo Pisani, avvocato dei familiari del povero Salvatore. "La morte di Salvatore Giordano non ha insegnato nulla alle nostre istituzioni. E' arrivato il momento di agire concretamente creando le condizioni per incentivare i privati a mettere in campo una manutenzione seria degli edifici. Non si può morire camminando. La famiglia di Salvatore ancora attende il giusto risarcimento", denuncia il legale. 

Censimento cornicioni

"Occorre immediatamente un censimento dei cornicioni killer, delle buche e strade pericolose, almeno per segnalare i pericoli e per evitare altri morti, visto che istituzioni e privati non sono capaci di ripristinare la normalità e garantire la sicurezza", conclude Pisani. 

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