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Rione Traiano marcia per Davide Bifolco. I genitori: "Cerchiamo ancora la verità"

 

"Dopo quattro anni cerco ancora la verità perché mio figlio è morto ingiustamente. Non ha fatto niente e me l'hanno ucciso". Piange ancora Flora Mussorofo, madre di Davide Bifolco, il 17enne morto nel 2014 per un colpo di pistola sparato da un carabiniere. A quattro anni di distanza non si conosce ancora come sono andate esattamente le cose in quella notte in cui  il giovane perse la vita. E' questo che chiedono parenti e amici, scesi in strada questa sera, nel Rioe Traiano: la verità.

Erano le tre del mattino del 5 settembre 2014 e Davide, incensurato, era in motorino con altri due ragazzi. I tre non si fermarono a un alt dei carabinieri, ne nacque un inseguimento e un militare sparò un colpo che uccise il giovane. A quattro anni da quella tragica morte, amici e parenti si sono ritrovati nel Rione Traiano per u corteo in suo onore.

Secondo i carabinieri, sul quel motorino c'era anche un pregiudicato, ricercato per evasione dagli arresti domiciliari. Sarebbe stato lui l'obiettivo delle forze dell'ordine. La famiglia ha dato vita una lunga battaglia legale perché fosse riconosciuto l'omicidio volontario, ma i processo di primo grado si è concluso con la condanna per omicidio colposo del militare Giovanni Macchiarolo: quattro anni e quattro mesi di reclusione e interdizione dai pubblici uffici. 

Il 16 ottobre comincerà il processo di appello e la famiglia di Davide ha paura che la pena possa essere ridotta: "C'erano tutti gli elementi di un omicidio volontario - afferma Giovanni Bifolco, il padre - ora ho fiducia nel giudice perché almeno venga confermato il colposo". La signora Flora è stremata, ha gli occhi lucidi: "Per il carabiniere quattro anni sono tanti, ma per me che ho perso un figlio non sono niente".

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