Coronavirus, occupati due terzi dei posti in terapia intensiva. Il Cotugno è saturo

Secondo la Task force della Regione Campania, resterebbero soltanto 50 letti su un totale di 163. Corsa contro il tempo per trasformare altri ospedali in unità anti Covid: l'obiettivo è arrivare a 500 posti entro fine aprile

Restano solo 50 posti di terapia intensiva in tutta la Campania. Un dato che preso in assoluto significa poco, ma che se relazionato ai 163 posti totali a disposizione del sistema sanitario regionale, ci racconta che due terzi dei letti destinati ai pazienti più gravi affetti da Covid 19 sono ormai occupati e ne resta soltanto un terzo. A rendere più preoccupante il quadro, il fatto che l'Ospedale Cotugno di Napoli, capofila nella battaglia contro il Coronavirus, sia ormai saturo da giorni.

I dati arrivano dalla task force della Regione Campania nelle ore in cui i numeri dell'emergenza crescono e mettono a rischio la tenuta di tutta la rete. E' una corsa contro il tempo quella che vede le Asl di tutte le province impegnate nel riadattare gli ospedali in unità anti-Covid. L'obiettivo dei prossimi giorni è quello di giungere a 250 posti, mentre a fine aprile la Campania dovrebbe contare su 500 unità di terapia intensiva. 

Ovviamente, tutto ciò dipenderà non solo dalla rapidità dei lavori per adeguare le strutture, ma soprattutto dalla celerità con cui da Roma verranno inviati dispositivi di protezione individuale e respiratori. A Boscotrecase, per esempio, l'Ospedale è stato convertito in Covid unit senza attrezzature né personale sanitario adeguato, mentre le mascherine ffp3 arrivano ogni tre giorni. 

Alla terapia intensiva, adrebbero poi aggiunti i posti in sub-intensiva, così da raggiungere quelle 322 unità attulamente a disposizione, annunciate a più riprese dal Presidente della Regione Vincenzo De Luca. Come già sostenuto dagli addetti ai lavori, la Campania potrà reggere l'urto se i numeri resteranno questi, ma di fronte a un aumento consistente il sistema potrebbe collassare. Sono ore decisive per comprendere l'impatto che avrà sul contagio il ritorno a casa delle persone residenti in Lombardia. Senza contare che l'impossibilità di sottoporre a tampone un'ampia fetta della popolazione espone al rischio che i contagiati asintomatici possano prendere parte ai pochi assembramenti sociali ancora concessi, come la spesa di prodotti alimentari favorendo la diffusione del virus. 

Sul tema dei posti letto disponibili è intervenuto anche il direttore generale dell'Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva, rispondendo a quanti hanno invocato la riconversione di ospedali oggi in disuso: "I presidi ospedalieri Ascalesi, San Gennaro, Incurabili e San Giovanni Bosco non sono impiegabili per offrire in tempi utili una risposta alle esigenze di salute dei cittadini minacciati dal virus. L’Ascalesi è una struttura inagibile per problemi strutturali, il San Gennaro è stato ridotto nei decenni scorsi in condizioni tali che servirebbero anni per poterlo rendere utile. Quanto agli Incurabili, il complesso  è in condizioni note a tutti e il fatto che si consideri disponibile anche questo presidio denota un drammatico scollamento dalla realtà". 

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Per il centro di Napoli, quindi, sforzi concentrati sul Loreto Mare: "In soli due giorni si è svuotato interamente - prosegue Verdoliva - in sette giorni sono stati attivati 10 posti di terapia intensiva, in altri sette giorni attivati 10 posti di degenza. Entro dieci giorni attiveremo altri 30 posti di degenza e 20 di sub-intensiva". La battaglia che la Campania sta combattendo punta soprattutto a ridurre al minimo i pazienti in terapia intensiva, vero punto debole dell'intero comparto. Anche la sperimentazione del Tocilizumab portata avanti dall'Ospedale Pascale e dall'Ospedale dei Colli di Napoli punta a evitare che i contagiati vengano intubati per problemi respiratori. Lavori di adeguamento, sperimentazione farmacologica, arrivo dei macchinari. La corsa contro il tempo si gioca su questi fronti. 

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