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Covid-19, nasce l'ospedale da campo. Verdoliva: "Pronti entro il 19. Tamponi? Scusateci per i ritardi"

Accanto all'ospedale del Mare sono cominciati i lavori per 72 nuovi posti in terapia intensiva nei moduli prefabbricati: "La struttura ci servirà anche dopo l'emergenza. Stiamo facendo il possibile con ciò che abbiamo, normale ci siano delle sbavature"

 

"Entro il 12 aprile saranno pronti i primi 48 posti di terapia intensiva di questo ospedale da campo. Entro il 19, avremo tutti i 72 posti previsti dal progetto". Ciro Verdoliva, direttore generale dell'Asl Napoli 1, presenta così l'ospedale da campo che è in costruzione accanto all'Ospedale del Mare. Ieri sera, da Padova, decine di camion sono partiti alla volta di Napoli per consegnare i moduli prefabbricati e le attrezzature. Posti che si aggiungeranno, nella città di Napoli, ai 70 ricavati dalla riconversione del Loreto Mare in Covid Unit.

Un'operazione, quella in corso a Ponticelli, che ha suscitato diverse critiche per il costo, circa 7,7 milioni di euro, e per il fatto che il suo completamento potrebbe arrivare a fine mese, quando la fase acuta dell'emergenza potrebbe essere alle spalle. Ci si chiede, inoltre, che fine faccia la struttura quando la crisi sanitaria sarà alle spalle: "Chi pensa al futuro - replica Verdoliva -forse sta abbassando la guardia nella guerra al Covid 19. Il momento difficile non è ancora passato. Voglio, però, aggiungere, che questo non è un semplice ospedale da campo, ma una struttura tecnologica con una vita di almeno 15-20 anni che anche al termine dell'emergenza sarà a disposizione del sistema sanitario regionale". 

Nonostante lo sforzo, la rete organizzata in Campania manifesta ancora difficoltà nei tempi di risposta. Se la corsa alle mascherine sembra essere meno affannosa rispetto alla fine di marzo, esiste ancora una criticità legata ai tamponi: "Stiamo facendo il possibile con quello che abbiamo - afferma il direttore generale dell'Asl Napoli 1 - Le unità lavorative in campo sono queste e una parte è impegnata nel garantire i livelli di assistenza anche a chi soffre di patologie differenti dal Coronavirus. Se ci sono scompensi, sbavature e ritardi chiedo scusa, ma noi stiamo dando il massimo per superare una pandemia mondiale". 

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