Coronavirus, medico in quarantena al rientro dalla Cina: "Fuori pericolo tra 10 giorni"

L'intervista di NapoliToday a Francesco Colaleo, medico e specializzando in Neurochirurgia alla Federico II di Napoli, rientrato il 26 gennaio da Kunming, nella provincia dello Yunnan

Colaleo in un supermercato cinese, in aereo e con un collega in Cina

Francesco Colaleo, medico e specializzando in Neurochirurgia alla Federico II di Napoli, era da poco più di 10 giorni a Kunming, nella provincia dello Yunnan, quando è scoppiata l'epidemia da Coronavirus. Il 26 gennaio, il 30enne, originario di Enna, preoccupato per il vertiginoso aumento di casi di persone positive al virus, ha deciso di far ritorno a Napoli.

-Francesco, innanzitutto come stai e che consigli hai ricevuto dal personale medico dell'ospedale in Cina in cui lavoravi?

"Sono stato 11 giorni in Cina, sino al 26 gennaio. Ero lì per un progetto di formazione. Una volta tornato a Napoli anche su consiglio sia dei medici dell'ospedale di Kunming che della scuola di specializzazione di Napoli mi sono messo in quarantena. Dovrò restare altri 10 giorni in quarantena per considerarmi fuori pericolo. Passo le mie giornate in casa, grazie anche alle provviste di cibo che mi sono fatto procurare prima del mio arrivo. Ovviamente c'è preoccupazione, ma non abito lontano dal Cotugno, quindi se dovessi avere sintomi preoccupanti so dove andare".

-Appunto i sintomi, quali sono quelli tipici del Coronavirus?

"Il problema è che sono sovrapponibili ai sintomi influenzali. Si parte con cefalee, dolori osseomuscolari, gola che pizzica e poi febbre, per proseguire con insufficienza respiratoria e renale. Considerato che siamo in un periodo di picchi influenzali ci saranno parecchi allarmismi ingiustificati".

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- Sei ancora in contatto con colleghi residenti a Kunming e come stanno vivendo questa pandemia?

"Ho contatti giornalieri con colleghi cinesi e con le mie coinquiline. Continuano a vivere la loro vita, però sono in allerta, utilizzano mascherine nei luoghi pubblici. Tra l'altro molti medici sono partiti per Wuhan come volontari. In città a Kunming sono aumentati i casi negli ultimi giorni (30 al momento), ma si attende un incremento esponenziale nei prossimi giorni e poi si spera di contenere il virus". 

-Tralasciando per un momento il problema Coronavirus, com'è stata l'esperienza in Cina dal punto di vista professionale?

"Sotto un punto di vista tecnologico sono parecchio avanti a noi. E' stata una bella esperienza formativa".

-Sono state fatte molte ipotesi su cosa possa aver causato la diffusione del virus....

"Le voci che ci sono in Cina è che possa trattarsi di un problema legato alla tradizione, al consumo di animali selvaggi, come accaduto per la Sars. Però non ci sono fondamenti al momento a tal riguardo. Loro non vogliono comunque credere che possa trattarsi di un problema di laboratorio". 

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