Sigarette di contrabbando, è boom: "A Napoli la metà di quelle italiane"

Diffusissime "Chip white" ed "Illicit white". Per lo Stato la perdita è di 770 milioni di introiti l'anno. Cinquanta stecche contraffatte, all'ingrosso, costano 100 euro: ne fruttano 500

Sigarette di contrabbando

Il contrabbando di sigarette è tornato ai suoi "antichi fasti": secondo il rapporto del network internazionale Kpmg, presentato in un evento sul tema organizzato da British American Tobacco, nel nostro Paese la crisi economica ha rilanciato la vendita a nero delle bionde ad un buon 20 percento, quasi la metà del quale soltanto a Napoli e provincia. Per lo Stato, la perdita è di 770 milioni di introiti.

Le città oltre Napoli in cui il fenomeno è più diffuso sono Milano, Palermo, Trieste, Bari. Ma nel capoluogo partenopeo la situazione è particolarmente grave. Si tratta di "uno dei cuori pulsanti del commercio abusivo di tabacchi lavorati esteri", spiega Giovanni Carucci, vicepresidente della multinazionale. Le sigarette arrivano dall'Est Europa, ma anche da Grecia ed Egitto, "Chip white" ed "Illicit white" su tutte, bionde dagli ingredienti scadenti è più tossiche ancora delle normali sigarette.

Dodici milioni di euro il giro d'affari scoperto, nel 2014, soltanto in Campania, dove sono avvenuti il 34% dei sequestri di sigarette illegali. Il fenomeno dopo gli anni '80 e '90 era – con l’Operazione Primavera del 2000 – praticamente scomparso. Ora cresce di nuovo, sebbene con caratteristiche diverse. Organizzazioni internazionali muovono bionde fino a commercianti al dettaglio che le espongono in strada, a 2 euro o 2.50. Cinquanta stecche contraffatte, all'ingrosso, costano 100 euro: ne fruttano 500.

Ne vengono intercettate pochissime, di casse contenenti tle. Attraverso gli uffici dogane passano centinaia di migliaia di carichi. I container, quando si pul, passano attraverso lo scanner Silhouetthe 2000, che analizza il contenuto di ogni cassa in dettaglio: in quei casi i contrabbandieri vengono scoperti.

Ma come risolvere il problema di questo pericoloso mercato sommerso? "Il fenomeno può essere contrastato in più punti – spiega Enrico Maria Ambrosetti, presidente dell’Osservatorio sul contrabbando – si può iniziare con l’inasprimento delle pene anche per i minutanti, se recidivi". I minutanti sono i venditori al dettaglio, che al momento vengono denunciati a piede libero. Gli fa eco Cesare Sirignano, pm della Dda: "Occorre arginare il fenomeno anche a monte, con una collaborazione tra Paesi. Abbiamo di fronte ad una struttura organizzata, sappiamo di famiglie di contrabbandieri napoletani emigrate in Polonia per gestire al meglio gli affari". Il fenomeno è tale che "non è più possibile sminuirlo".

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